Juve Stabia, 72 ore vissute col fiato sospeso: gli scenari
Settantadue ore vissute sul filo del rasoio, tra lo spettro di avere difficoltà a chiudere il campionato e un sospiro di sollievo che sa di tregua armata. La Juve Stabia ha superato lo scoglio delle scadenze federali del 16 aprile, regolarizzando i pagamenti di gennaio e febbraio 2026, ma la partita per la sopravvivenza del club è ancora in corso.
La settimana di passione: l’allarme degli amministratori
Tutto è iniziato martedì, quando l’aria attorno allo stadio “Romeo Menti” si è fatta pesante. Gli amministratori giudiziari, Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, avevano lanciato un grido d’allarme senza precedenti: senza liquidità immediata, il rischio di una mancata ottemperanza agli obblighi federali avrebbe potuto portare a penalizzazioni pesanti o, nel peggiore dei casi, alla fine della gloriosa storia gialloblù entro la fine dell’anno.
La scadenza del 16 aprile
Nelle ultime 48 ore, però, la città ha risposto presente. Attraverso una nota ufficiale, il club ha comunicato il regolare versamento degli emolumenti e dei contributi Inps. Non è stata rispettata la scadenza relativa alla rata Irpef e il rischio di una penalizzazione di 2 punti da scontare nella prossima stagione resta concreto, ma si tratterebbe – a questo punto – del male minore.
La cordata di sponsor
Un risultato ottenuto non solo grazie alla gestione tecnica dei curatori, ma soprattutto grazie a una mobilitazione del tessuto imprenditoriale locale sollecitata dal presidente esecutivo del Cda, Filippo Polcino, e dal direttore dell’area business della Juve Stabia, Ferdinando Elefante. Determinante è stato l’apporto di partner storici e nuovi sostenitori. In prima linea figurano realtà come: Guerri, Automec, DSGlass, Givitrum. Queste aziende, insieme ad altri partner commerciali, hanno fornito le risorse necessarie per “blindare” il patrimonio sportivo della squadra, permettendo alla società di guardare alla fine del campionato con una stabilità burocratica ritrovata.
Il fronte societario: Solmate frena su Agnello
Se sul fronte economico-amministrativo si respira, su quello della proprietà si continua a lavorare senza sosta. La Solmate, proprietaria al 100 per cento delle quote della Juve Stabia, ha messo in stand-by la presunta trattativa con l’imprenditore Francesco Agnello. La figura dell’acquirente non sembra convincere l’ambiente stabiese. A chiarire che si vigilerà fino in fondo sulle trattative è stato anche un durissimo comunicato congiunto firmato dagli amministratori giudiziari e dal sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che hanno spiegato che pretenderanno solidità e garanzie dai possibili nuovi acquirenti. Un segnale chiaro: la città vuole un progetto duraturo e trasparente, lontano da avventure poco chiare.
Verso il 30 aprile: l’ipotesi cordata
Il tempo stringe, Solmate non aspetterà a lungo. Entro la fine del mese dovrà essere trovata una soluzione definitiva per il passaggio di quote. Tramontata (o quasi) l’opzione Agnello, si fa strada l’ipotesi di una cordata di imprenditori pronti a unire le forze per rilevare la società. Diversi gli interessi manifestati per la Juve Stabia negli ultimi giorni e più di qualcuno potrebbe essere al Menti, domani sera, per la sfida con il Catanzaro. L’obiettivo degli amministratori è indirizzare il club verso una struttura collettiva capace di garantire continuità aziendale senza dipendere dal classico “uomo solo al comando”, sfruttando l’entusiasmo generato dal salvataggio last-minute di queste ore e l’impegno messo per ricondurre la società sui binari della legalità. La Juve Stabia è viva, ma il futuro è una pagina ancora tutta da scrivere.

