Castellammare. Il Pd deciderà le sorti dell’amministrazione Vicinanza
CRONACA
3 gennaio 2026

Castellammare. Il Pd deciderà le sorti dell’amministrazione Vicinanza

Metropolis

Il sindaco di Castellammare, Luigi Vicinanza, attende la decisione del Partito Democratico. Se i dem decideranno di togliere il sostegno al primo cittadino, l’esperienza amministrativa della giunta di centrosinistra arriverà al capolinea dopo appena un anno e mezzo di lavoro. Il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, ha fatto sapere che ci sarà un incontro nei prossimi giorni proprio con il sindaco. Da ambienti dem filtra che De Luca non vorrebbe rompere in modo definitivo con Luigi Vicinanza, togliendogli il supporto in aula, ma non è da escludere che possa essere chiesto al primo cittadino di rassegnare le dimissioni. Chi invece ormai è andato allo scontro frontale è l’europarlamentare del Pd, Sandro Ruotolo, che senza mezzi termini ha chiesto al gruppo consiliare di «uscire dalla maggioranza». Ruotolo nella giornata di ieri ha sbrigato le ultime pratiche necessarie dopo le dimissioni da consigliere comunale e si è scagliato ancora con maggiore forza contro il sindaco di Castellammare di Stabia. «“L’indifferenza è complicità. O si è contro la mafia o si è complici della mafia”. Ha ragione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La vicenda di Castellammare di Stabia ci impone di scegliere. Mi sono dimesso da consigliere comunale dopo aver svolto fino in fondo il mandato che mi ero assunto: essere un punto di riferimento nella battaglia contro la camorra», ha detto l’europarlamentare del Partito Democratico che poi ha aggiunto «con il supporto dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del professor Luciano Brancaccio, abbiamo analizzato scientificamente i flussi elettorali delle ultime elezioni comunali, ricostruendo anche le dinamiche del passato. I dati mostrano come alcuni consiglieri della maggioranza di centrosinistra abbiano ottenuto consensi concentrati nei quartieri a più alta presenza dei clan». Le accuse di Ruotolo non si fermano «a questo si aggiungono parentele, relazioni e contiguità che rendono il quadro ancora più grave. E poi le minacce che ho ricevuto, i silenzi del sindaco, il tentativo, da parte di consiglieri di maggioranza e di opposizione, di farmi dimettere. L’oscenità dei festeggiamenti per la Juve Stabia insieme al quartier generale del clan e il goffo tentativo del sindaco di addossare la responsabilità alla polizia. Colletti grigi e borghesia silente. Per queste ragioni ho ritenuto che l’amministrazione guidata dal sindaco Vicinanza non fosse all’altezza della situazione. Non è stata un argine alla camorra», e nel mirino c’è sempre Vicinanza «è davvero inquietante il tentativo del sindaco di scaricare le responsabilità sulla formazione della coalizione. Vicinanza mente sapendo di mentire: siamo passati da una prima fase in cui aveva compilato un elenco di persone da tenere distanti, a una seconda fase in cui si è scelta la “necessità” di imbarcare tutti pur di vincere, superando i rilievi critici del Partito Democratico e di autorevoli esponenti parlamentari. È tutto documentato: la responsabilità della formazione della coalizione è interamente di Vicinanza». «Oggi il sindaco si presenta come l’“ultimo samurai”, utilizzando toni e un linguaggio irresponsabili, ma alla mia lettera di dimissioni non ha risposto nel merito delle questioni sollevate», accusa ancora Ruotolo «del resto, al brindisi di fine anno in consiglio comunale era presente anche il consigliere Oscurato, parente di un pregiudicato del clan D’Alessandro, la cui voce è impressa nelle intercettazioni disposte dalla Procura antimafia mentre parlava, a detta dei magistrati, con il cassiere del clan. Dunque, anche il cin cin con Oscurato. È giunto il momento che il Partito Democratico esca dalla maggioranza per costruire una vera prospettiva di ripartenza in una città strategica come Castellammare di Stabia».