Castellammare. Sostegno a Vicinanza, imbarazzo nel Pd dopo la manifestazione
CRONACA
17 gennaio 2026

Castellammare. Sostegno a Vicinanza, imbarazzo nel Pd dopo la manifestazione

Metropolis

Il Partito Democratico continuerà a sostenere il sindaco Luigi Vicinanza? E’ questa la domanda del giorno dopo la manifestazione “No alla camorra, giù le mani dalla città”, promossa dal primo cittadino di Castellammare di Stabia che è riuscito a riempire, ben oltre i limiti, la sala del teatro Supercinema. Il messaggio lanciato dal sindaco è chiaro: non si dimetterà, nemmeno se dovesse arrivare la commissione d’accesso. E le sue parole, va detto, sono state accompagnate dall’applauso di una platea – di fatto – di elettori di centrosinistra. Un aspetto di non poco conto. Nella giornata di ieri non c’è stata nessuna reazione ufficiale. Dal punto di vista politico si resta fermi alla richiesta dell’europarlamentare Sandro Ruotolo, che vuole il partito fuori dalla maggioranza. Mentre il segretario regionale Piero De Luca, il segretario provinciale Giuseppe Annunziata e il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo, continuano a ragionare sull’idea di evitare una rottura con l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia e avrebbero provato – senza successo – a convincere Vicinanza a fare un passo indietro. La sensazione è che, soprattutto alla luce dell’incontro del Supercinema, il Partito Democratico possa decidere di lasciare in sospeso la questione Castellammare, anche perché i vertici napoletani sono impegnati in un vero e proprio braccio di ferro per la segreteria provinciale. Una questione che potrebbe riguardare direttamente anche il destino dell’amministrazione stabiese. Sì, perché il successore designato di Giuseppe Annunziata dovrebbe essere Francesco Dinacci, commissario del circolo di Castellammare di Stabia, che rappresenta proprio l’area Schlein che vorrebbe mandare a casa Vicinanza. L’accordo per Dinacci alla segreteria provinciale, siglato la scorsa estate, tuttavia, adesso sembra traballare e il nodo sarà sciolto solo a fine mese. Tra l’altro, e questo è un altro capitolo della vicenda, la presenza del gruppo consiliare del Partito Democratico alla manifestazione convocata da Vicinanza potrebbe essere anche un segnale della volontà dei singoli consiglieri comunali di andare avanti, anche contro eventuali ordini di scuderia. E qui si riparte con la conta, perché l’intenzione del sindaco di proseguire l’esperienza amministrativa dipende anche dai numeri in aula. Ne servono tredici (compreso il suo). Il primo cittadino, a quanto pare, potrebbe considerare sicuri i voti di tre consiglieri del Pd (Roberto Elefante, Giusi Amato e Valeria Longobardi), uno di Azione (Vincenzo Ungaro), e sei delle diverse formazioni civiche (Giovanni Nastelli, Nello Cuomo, Teresa D’Angelo, Gino Fiorenza, Mimmo Cioffi, Ciro Cascone). Mentre va ricordato che ha già votato il bilancio la neo consigliera Tina Somma e bisognerà verificare la posizione della prossima subentrante Giusy Porzio (le due hanno preso il posto in aula dei dimissionari Nino Di Maio e Gennaro Oscurato). Ormai considerato fuori dalla maggioranza Maurizio Apuzzo (Base Popolare), vanno iscritti tra gli incerti invece Rachele Iovino (Futuro Democratico), Alessandro Langellotti (M5S) e Giovanni Tuberosa (Pd), quest’ultimo intenzionato a seguire le indicazioni del partito.