Scavi di Pompei, un modello virtuoso: 4 milioni di visitatori nel 2025
Tra vicoli sepolti, piazze affacciate sul Vesuvio e case che raccontano storie di quasi duemila anni fa, Pompei ha accolto nel 2025 4.000.090 visitatori, confermando il fascino immutato della città antica e avvicinandosi ai 4.069.377 ingressi del 2024, segnando per la seconda volta nella storia la soglia dei quattro milioni di presenze annuali. Numeri impressionanti, ma dietro ciascuno di essi c’è una riflessione profonda su come rendere compatibile il turismo con la tutela di un patrimonio fragile e unico. Il Parco Archeologico, sotto la guida di Gabriel Zuchtriegel, ha costruito negli anni un modello virtuoso di gestione, basato sulla sostenibilità e sulla valorizzazione diffusa. Non più solo camminare tra case, terme e botteghe: l’esperienza dei visitatori è oggi modulata attraverso biglietti nominativi e un limite giornaliero di ingressi, pensati per garantire sicurezza, fluidità e rispetto dei manufatti. L’accesso è regolato in fasce orarie durante i periodi di maggiore afflusso, evitando sovraffollamenti e tutelando gli spazi più delicati del sito. Ma la strategia del Parco non si ferma al controllo dei flussi. Pompei è al centro di un progetto di Parco diffuso, che intreccia il sito principale con altri luoghi di enorme interesse come Oplonti, Boscoreale e Stabia, creando itinerari culturali integrati e riducendo la pressione turistica sul centro urbano antico. Questo approccio consente di offrire al pubblico una lettura più ampia della vita vesuviana, valorizzando territori fino a ieri meno conosciuti o sottoutilizzati. Un capitolo altrettanto rilevante riguarda l’archeologia della legalità, con gli scavi di Civita Giuliana come esempio di eccellenza. L’area, da anni oggetto di scavi clandestini e frequentata dai tombaroli, è stata riportata sotto controllo scientifico e giudiziario, restituendo alla comunità un patrimonio di straordinario valore. Qui il lavoro congiunto tra Parco e Procura di Torre Annunziata non solo ha garantito legalità e trasparenza, ma ha trasformato un luogo prima compromesso in un laboratorio di conoscenza e di valorizzazione culturale, dimostrando come la tutela possa andare di pari passo con la scoperta. Gli scavi e le ricerche proseguono in tutto il sito, restituendo nuove porzioni di città e arricchendo la narrazione storica con ritrovamenti e studi sempre aggiornati. Allo stesso tempo, la gestione moderna punta a un turismo di qualità, che combina l’emozione della scoperta con la consapevolezza del patrimonio e la responsabilità della sua conservazione. Oltre ai record di presenze, Pompei oggi rappresenta un laboratorio di innovazione culturale: un luogo dove la memoria antica, la tutela rigorosa e l’accesso pubblico si incontrano, e dove l’esperienza del visitatore diventa parte di un percorso virtuoso che guarda al futuro senza compromettere la storia. In questa prospettiva, ogni vicolo, ogni mosaico e ogni casa restaurata racconta non solo il passato, ma anche un modello gestionale che può ispirare altri siti archeologici in tutto il mondo.

