Il “cuore” della Scafatese, donati soldi per progetti in Burundi
La Scafatese “vince” anche fuori dal campo e si distingue per gesti che vanno ben oltre vittorie e sconfitte sul rettangolo di gioco. Due donazioni a un’associazione che si occupa di progetti umanitari in Burundi portano la “firma” del club canarino. Una grazie agli incassi delle partite, l’altra voluta direttamente dal presidente Felice Romano.
Nei ghiorni scorsi si è svolta la consegna ufficiale dei due assegni destinati all’associazione Murakoze Cane, consegnati personalmente dal Presidente della Scafatese Calcio, Felice Romano, alla presenza di Don Pasquale Paduano, parroco della Chiesa di Sant’Anna di Boscotrecase e di Emanuela Aquilano, referente di zona per la città di Scafati e socia dell’associazione.
L’importo devoluto è il frutto di una scelta di cuore e di un grande gesto collettivo: • 2.460 euro, pari all’intero incasso della partita Scafatese – Cassino, • 2.000 euro, donati personalmente dal Presidente Felice Romano.
“Un momento intenso, carico di significato, che rappresenta il volto più vero della Scafatese: quello che sa competere, ma soprattutto sa donare.Il messaggio del Presidente Felice Romano:“Quando pensiamo a questi bambini, pensiamo ai loro occhi, ai loro sorrisi, alla speranza che meritano di avere. Questo gesto non è una donazione, è un abbraccio che parte da Scafati e arriva lontano.I nostri tifosi hanno dimostrato che il calcio può essere uno strumento meraviglioso per fare del bene, e io sono orgoglioso di rappresentare una comunità capace di tanta umanità.Se anche solo uno di questi bambini sentirà di non essere solo, allora avremo già vinto la partita più importante”, si legge in una nota della società gialloblù. “La Scafatese Calcio ringrazia con profonda gratitudine tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo gesto, dimostrando che i colori giallo e blu non sono solo una maglia, ma valori, cuore e responsabilità. Perché alcune vittorie non finiscono negli almanacchi,ma restano per sempre nel cuore”.

