Tragedia Funivia, Cinque: “La verità non può attendere”
CRONACA
29 gennaio 2026

Tragedia Funivia, Cinque: “La verità non può attendere”

Angela Conte

«La verità non può più attendere» ha dichiarato Gennaro Cinque, ex consigliere regionale, riferendosi alle vittime che lo scorso 17 aprile sono state coinvolte nell’incidente della funivia del Faito. A nove mesi dal drammatico evento, l’incidente probatorio entra finalmente in una fase cruciale, a seguito di numerose sollecitazioni per accelerare i tempi da parte di chi, proprio come Cinque, ha sempre considerato l’impianto non solo un volano turistico, ma il simbolo di un legame vitale tra la costa e la montagna. Così adesso, grazie al mandato del GIP del Tribunale di Torre Annunziata, Luisa Crasta, l’esortato programma delle indagini, guidato dalla procura di Torre Annunziata diretta da Nunzio Fragliasso, prevede il trasferimento della cabina nelle officine militari di Nola, l’analisi della “testa fusa” e del manicotto, e soprattutto l’esame tecnico sul cavo portante per capire se il freno di emergenza sia entrato in funzione, anche solo parzialmente. «Quattro vite spezzate e un ferito grave sono un peso che la nostra comunità porta sul cuore ogni giorno. Accertare le responsabilità dei 26 indagati, tra cui i vertici Eav e i responsabili delle manutenzioni, è un atto di giustizia dovuto alle famiglie Parlato, Suliman e Winn, ma è anche l’unico modo per garantire che simili tragedie, sulla scia del dolore già vissuto al Mottarone, non si ripetano mai più» continua Cinque, che invita la prossima udienza del 6 marzo a fare chiarezza sul perché la cabina sia precipitata a soli venti metri dall’arrivo. «Non è solo una questione di perizie e cavi, – prosegue – è una questione di rispetto per un territorio che vive di turismo e che merita infrastrutture sicure e monitorate con rigore millimetrico. La politica e la magistratura devono camminare spedite: lo dobbiamo a chi non c’è più e a chi vuole tornare a guardare il Faito senza paura».