Villa di Poppea a Torre Annunziata, patto tra Comune e Parco per la valorizzazione
Oplontis continua a sorprendere: alla Villa di Poppea lo scavo e il restauro stanno svelando affreschi, giardini e ambienti inediti, mentre Comune e Parco lavorano a una gestione coordinata dei visitatori. A Torre Annunziata è in piena attività un cantiere che sta riportando alla luce nuovi tasselli della raffinatezza della Villa di Poppea, tra decorazioni di qualità straordinaria, dettagli cromatici vividi e scoperte che ampliano la conoscenza di uno dei complessi residenziali più celebri dell’antichità. Proprio giovedì pomeriggio il sindaco Corrado Cuccurullo ha visitato gli scavi in corso insieme al direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, seguendo da vicino un lavoro definito intenso e minuzioso da parte del personale e degli archeologi, con l’auspicio che le nuove evidenze possano essere presto rese visitabili. L’intervento, articolato e in continua evoluzione, interessa in modo particolare il celebre salone della Maschera e del Pavone, ambiente sofisticato decorato in II stile e noto per la ricchezza dell’apparato figurativo: dallo scavo avviato di recente emergono nuovi scorci di decorazioni di altissimo livello, con affreschi che restituiscono colori e finiture raffinate, tra cui figure di pavoni e maschere sceniche che rendono ancora più complessa l’iconografia dello spazio. L’operazione nasce dall’esigenza di chiarire aspetti finora incerti sullo sviluppo del settore occidentale della villa, lungo il tratto urbano di via dei Sepolcri, e di affrontare criticità conservative, ma si inserisce anche in un percorso avviato da tempo di valorizzazione che punta a una fruizione più ampia dell’area archeologica e del suo contesto, che ha già dato risultati importanti. Tra le scoperte più rilevanti figura una pavonessa integra, speculare all’esemplare maschio già noto sulla stessa parete, insieme a frammenti di affresco con una maschera scenica identificabile con Pappus, personaggio della Commedia Atellana, in contrasto con altre maschere dell’ambiente riconducibili alla Tragedia; di grande interesse anche frammenti con un tripode dorato inscritto in un oculus, in dialogo iconografico con un tripode in bronzo dipinto su un’altra parete. Lo scavo ha inoltre individuato quattro nuovi ambienti, che si aggiungono ai 99 già conosciuti, tra cui un vano absidato probabilmente collegato al settore termale, e ha riconosciuto un paleoalveo formatosi dopo l’eruzione del 1631, elemento utile per comprendere l’evoluzione del paesaggio. Durante la visita, Cuccurullo e Zuchtriegel hanno affrontato anche il tema dei flussi di visitatori alla Villa di Poppea e alla Real Fabbrica d’Armi, con l’annuncio di nuovi incontri nei prossimi giorni tra amministrazione comunale e Parco archeologico, quest’ultimo emblema di un modello virtuoso di programmazione: un passaggio chiave per trasformare le scoperte che riaffiorano dal sottosuolo in un percorso di fruizione più ordinato e accessibile.

