Pagavano per assistere alle violenze sui minori. L’esercito degli uomini orribili
CRONACA
2 febbraio 2026

Pagavano per assistere alle violenze sui minori. L’esercito degli uomini orribili

Marco Cirillo

Pagavano per assistere alle violenze dei minori. Un macabro spettacolo per menti deviate e depravate. Menti che adesso hanno un nome e cognome, svelate da un’inchiesta senza precedenti della Procura di Milano e della Polizia Postale che ha squarciato il velo di anonimato del dark web. Attraverso operazioni sotto copertura e sofisticate analisi informatiche, gli inquirenti sono riusciti a “bucare” la rete criptata risalendo ai volti di chi alimentava un’industria dell’orrore basata nel Sud-est asiatico. In quelle terre, tra Vietnam e Thailandia, bambini piccolissimi — dai 6 ai 14 anni, con trattative agghiaccianti persino per piccoli di soli due anni — venivano venduti dalle proprie famiglie e trasformati in oggetti da esibire in diretta webcam.

​L’indagine, coordinata dai pm Letizia Mannella e Giovanni Tarzia, ha portato all’arresto di due uomini e al coinvolgimento di altri quattro indagati, tra cui un ex consigliere comunale. Ciò che emerge è la terribile “banalità del male”: i responsabili sono uomini apparentemente normali, professionisti insospettabili tra i 31 e i 57 anni che, dal chiuso delle loro abitazioni in diverse province italiane, agivano come registi dell’orrore. Non si limitavano a guardare, ma partecipavano attivamente scegliendo le vittime da veri e propri cataloghi online e impartendo ordini in tempo reale sulle violenze da compiere, pagando prestazioni attraverso micro-transazioni da 15 dollari studiate appositamente per eludere i controlli finanziari.

​Per la prima volta in sede giudiziaria, viene contestato il reato di concorso “da remoto” nelle violenze, una svolta giuridica necessaria per colpire il fenomeno del “live distant child abuse”. Alcuni degli indagati avrebbero persino varcato il confine virtuale, recandosi fisicamente nei paesi asiatici per incontrare le loro vittime. Mentre il materiale sequestrato è ora al vaglio degli esperti per identificare i minori coinvolti in collaborazione con le agenzie internazionali, la magistratura milanese ribadisce la priorità assoluta nella lotta a questa mercificazione della carne umana, puntando ora a smantellare i vertici delle organizzazioni che gestiscono queste “vendite” di infanzia.