Vinicio Capossela a Pompei: il ventennale di “Ovunque Proteggi” nell’arena archeologica
CULTURA
10 febbraio 2026

Vinicio Capossela a Pompei: il ventennale di “Ovunque Proteggi” nell’arena archeologica

metropolisweb

La rassegna Beats of Pompeii 2026 amplia il cartellone annunciando il quattordicesimo artista in programma all’Anfiteatro del Parco Archeologico: Vinicio Capossela. Il cantautore si esibirà il prossimo 13 luglio, precedendo di tre giorni il concerto di Tropico, già confermato per il 16 luglio. Con l’inserimento di Capossela, il festival Beats of Pompeii conferma la propria linea editoriale “cross-genere”, volta a far convivere all’interno dello scenario archeologico linguaggi diversi: dal metal al progressive, dal jazz alla musica classica contemporanea, fino al pop d’autore.

L’evento pompeiano sarà dedicato alla celebrazione dei vent’anni dalla pubblicazione di “Ovunque Proteggi”, sesto album in studio dell’artista irpino. Pubblicato nel 2006, il disco ha rappresentato uno snodo cruciale nella carriera di Capossela, ottenendo la Targa Tenco come miglior album dell’anno, il secondo posto nella classifica “world” della rivista britannica Mojo e l’inserimento tra i 100 dischi italiani più significativi secondo Rolling Stone Italia.

L’artista ha descritto l’appuntamento non come una riproposizione museale, ma come un “intervento a cuore aperto”, sottolineando la vitalità attuale dei brani che compongono l’opera. Secondo quanto dichiarato da Capossela, la scelta dell’Anfiteatro romano è motivata dalla natura stessa del disco, nato da suggestioni legate all’antichità e alla riflessione sulla finitezza umana, temi che trovano nelle rovine di Pompei la loro naturale cassa di risonanza. Il concerto si propone come una “convocazione di prodigi” in un luogo capace di evocare il concetto di eternità immobile tipico della città travolta dall’eruzione.

Polistrumentista e scrittore noto per la sua ricerca tra musica, teatro e letteratura, Capossela porterà sul palco la complessità sonora di un album che spazia dal folk al rock, influenzato dalle tradizioni del Mediterraneo e registrato originariamente presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani. La performance si inserisce in una carriera caratterizzata da collaborazioni di respiro internazionale, che hanno visto il cantautore affiancare artisti del calibro di Marc Ribot, Calexico, Roy Paci e la Kocani Orkestar.