Campania sotto scacco: fango, frane e porti chiusi in una giornata di allerta infinita
La Campania si risveglia ferita dal fango e strozzata da una viabilità in ginocchio. Quella che doveva essere una perturbazione passeggera, annunciata dall’allerta meteo “gialla” in vigore fino alle 20 di questa sera, si è trasformata in un bollettino di guerra che tocca ogni provincia, dal mare alle montagne dell’Irpinia. Temporali violenti e raffiche di vento hanno messo a nudo la fragilità di un territorio che, tra incendi passati e incuria presente, cede alla prima vera ondata di pioggia.
Salerno e provincia: l’incubo del costone bruciato
L’episodio più critico si è registrato a Salerno, in via Fra’ Generoso. La strada, arteria vitale che funge da cerniera tra il porto e gli svincoli autostradali, è stata invasa da una colata di fango, massi e detriti. Il paradosso è tutto nel passato: il materiale è franato da un costone che appena due anni fa era stato divorato dalle fiamme. Senza la vegetazione a fare da scudo, la terra si è sciolta sotto la pioggia, mandando il traffico cittadino totalmente in tilt. Sul posto, il lavoro frenetico dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale cerca di restituire una parvenza di normalità a una zona strategica per l’economia portuale.
Non va meglio nell’entroterra salernitano: a Giungano, lungo la provinciale 137, le piogge incessanti hanno provocato il cedimento di una parete rocciosa, confermando come l’intera rete viaria minore sia ormai un osservato speciale.
Napoli e le isole: scuole chiuse e collegamenti a rischio
Spostandosi verso il Napoletano, la tensione si sposta sui Campi Flegrei. A Monte di Procida, la serata di ieri è stata segnata da una frana in via Petrara, il collegamento essenziale tra la frazione di Cappella e il centro del comune. La risposta dell’amministrazione è stata drastica: strada chiusa a veicoli e pedoni, con deroga solo per i residenti, in attesa che i tecnici valutino l’entità del pericolo idrogeologico.
A Napoli città, il Comune ha blindato i luoghi sensibili: parchi urbani sbarrati, cimiteri chiusi e accesso vietato alle spiagge pubbliche e al pontile di Bagnoli. Una decisione precauzionale che riflette il timore per i forti venti che stanno spazzando il litorale. Le isole del Golfo vivono ore di isolamento intermittente: a Procida, il sindaco ha firmato l’ordinanza per tenere chiusi i plessi scolastici e il cimitero, mentre nel porto si contano i primi aliscafi e traghetti cancellati a causa del mare grosso.
Dall’Irpinia a Caserta: nebbia e chiusure precauzionali
Mentre la costa combatte con l’acqua, l’Irpinia sprofonda nel grigio. All’Osservatorio di Montevergine la giornata è iniziata sotto una nebbia fittissima, preludio dell’arrivo di una nuova perturbazione atlantica. I dati parlano chiaro: oltre 16 millimetri di pioggia caduti nelle ultime 24 ore, un carico che il terreno fatica ad assorbire. Anche a Caserta la linea è quella della massima prudenza: il Comune ha disposto la chiusura di cimiteri e giardini pubblici per evitare che la caduta di rami o alberi possa trasformare il maltempo in tragedia.
La Campania attende ora il passaggio dell’ennesimo fronte perturbato, sperando che le verifiche tecniche sulle pareti rocciose e sui costoni feriti permettano, almeno domani, di riaprire le strade e restituire il respiro a una regione sotto assedio.

