Disastro della funivia del Faito, i costi frenano le indagini dei tecnici
Per ricostruire le cause della strage della funivia del Monte Faito occorrono perizie sul cavo traente per verificare se ci…
Il sequestro dell’area del monte Faito da parte della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, nell’ambito delle indagini relative alla caduta della Funivia dello scorso aprile, non consente all’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia di portare avanti la gara d’appalto per il risanamento della montagna a rischio frane. Una tragedia che blocca le attività necessarie a prevenire un’altra possibile tragedia. Può sembrare un paradosso, eppure è così. La gara da 10 milioni di euro finalizzata alla messa in sicurezza di quattro bacini idrologici è di fatto bloccata.
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Il Comune resta in attesa
«Parliamo di opere complesse, frutto di mesi di attività tecnica, che rappresentano un passaggio decisivo nella prevenzione del rischio», spiega appunto il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Langellotti, intervenendo sul tema del dissesto idrogeologico che ha visto nei giorni scorsi alcuni esponenti dell’opposizione accusare l’amministrazione comunale di inerzia rispetto a una situazione sicuramente critica. «L’attuale rallentamento non dipende da inerzie del Comune ma da una situazione oggettiva: la tragedia della funivia ha comportato il sequestro dell’area interessata dagli interventi», dice Langellotti chiarendo «il provvedimento dell’autorità giudiziaria impedisce i sopralluoghi obbligatori che le imprese devono effettuare per partecipare alla gara. Senza queste verifiche tecniche non è possibile presentare offerte, con il conseguente blocco della procedura».
Il contrasto al dissesto idrogeologico
Langellotti spiega che in accordo con l’amministrazione si è anche attivato con il «direttore del Grande Progetto Pompei» per ottenere «l’inserimento dei nuovi obiettivi del programma anche i restanti tre bacini idrologici, portando a sette il totale delle aree interessate dagli interventi di risanamento, oltre alla messa in sicurezza della strada per il Faito. È un risultato strategico che garantisce una visione complessiva e non interventi isolati». «Sul piano istituzionale abbiamo già avviato interlocuzioni con l’Assessorato regionale all’Ambiente, affrontando la questione con l’assessore Claudia Pecoraro. Siamo in attesa dell’approvazione di alcuni atti regionali per avviare un confronto diretto con il Presidente e rafforzare il coordinamento tra enti, con l’obiettivo di accelerare ulteriormente le procedure», ha spiegato ancora il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle.
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Il dialogo in corso con la Regione Campania
L’obiettivo è quello di aprire un dialogo costante con gli enti sovraordinati per cercare di affrontare anche altri temi che riguardano Castellammare di Stabia. «Con la Regione Campania è stato aperto un focus specifico sulle criticità del trasporto pubblico gestito da EAV, tema centrale per la mobilità e la qualità della vita dei cittadini», ha spiegato l’esponente della maggioranza guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, aggiungendo «parallelamente il Movimento 5 Stelle sta lavorando anche su altri fronti strategici per il territorio. In collaborazione con Federturismo e Federterme sono in corso valutazioni su progetti legati al rilancio del comparto termale, un asset storico ed economico fondamentale per la città». «Il dissesto idrogeologico, la tutela ambientale, la mobilità e il rilancio delle terme fanno parte di una stessa visione: difendere e valorizzare il territorio con azioni concrete. Il Movimento 5 Stelle non dimentica gli interessi della città e continuerà a lavorare con responsabilità e trasparenza per trasformare i progetti in risultati», è la promessa di Langellotti.