Smart working: così cambia il mondo del lavoro
Internet ha rivoluzionato il mondo del lavoro. In passato lavorare da casa sarebbe stato un sogno per molti; oggi, con la digitalizzazione di numerose mansioni, è un’opzione molto più comune di quanto si pensi.
Secondo il Censimento permanente 2023 dell’Istat, in Italia, in media il 13,8% degli occupati lavora in smart working. Le regioni che spiccano maggiormente in classifica sono il Lazio con il 21,5% e la Lombardia con il 18,6%. Milano e Roma si confermano infatti le città con le percentuali più alte di lavoratori da remoto, con rispettivamente il 38,3% e il 29,4% . Il fenomeno è più diffuso nelle aree metropolitane e nel Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno le percentuali risultano più basse. La media del Sud raggiunge il 10,2%, ad Enna risulta la percentuale più bassa in assoluto: 5,8%.
Con il termine smart working non si intende però soltanto chi lavora esclusivamente da casa: l’Istat considera anche chi ha lavorato almeno un giorno da remoto nelle quattro settimane precedenti alla rilevazione. I dati si riferiscono soprattutto a modalità ibride di lavoro (alcuni giorni in ufficio, altri da casa), a settori terziari avanzati (servizi, finanza, pubbliche amministrazioni strutturate, ICT) e a contesti dotati di infrastrutture digitali sviluppate. Non si può parlare di omogeneità, poiché la diffusione dipende molto dal tipo di occupazione e dalla struttura economica del territorio.
Il punto di svolta nel mondo del lavoro è stato il periodo del Covid: la necessità di continuare a lavorare senza uscire di casa ha favorito lo sviluppo e la diffusione di questa modalità. Oggi non è più una misura emergenziale post-pandemia, ma una realtà stabilizzata e consolidata, che nelle grandi città è diventata strutturale. Le conseguenze positive sono facilmente visibili.
Un maggior numero di lavoratori da casa comporta anche meno traffico e meno inquinamento, oltre a una qualità della vita più alta grazie alla maggiore flessibilità. Consente inoltre una migliore organizzazione degli uffici, con una riduzione di costi e dei tempi, e una gestione più efficiente degli spazi urbani, ad esempio con una minore necessità di posti auto.

