Smart working: così cambia il mondo del lavoro
I DATI ISTAT
25 febbraio 2026
I DATI ISTAT

Smart working: così cambia il mondo del lavoro

Lo smart working si afferma come metodo ibrido di lavoro, dalle grandi metropoli ai centri urbani, lo conferma l'ISTAT.
Ilaria Di Paola

Internet ha rivoluzionato il mondo del lavoro. In passato lavorare da casa sarebbe stato un sogno per molti; oggi, con la digitalizzazione di numerose mansioni, è un’opzione molto più comune di quanto si pensi.

Secondo il Censimento permanente 2023 dell’Istat, in Italia, in media il 13,8% degli occupati lavora in smart working. Le regioni che spiccano maggiormente in classifica sono il Lazio con il 21,5% e la Lombardia con il 18,6%. Milano e Roma si confermano infatti le città con le percentuali più alte di lavoratori da remoto, con rispettivamente il 38,3% e il 29,4% . Il fenomeno è più diffuso nelle aree metropolitane e nel Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno le percentuali risultano più basse. La media del Sud raggiunge il 10,2%, ad Enna risulta la percentuale più bassa in assoluto: 5,8%.

Con il termine smart working non si intende però soltanto chi lavora esclusivamente da casa: l’Istat considera anche chi ha lavorato almeno un giorno da remoto nelle quattro settimane precedenti alla rilevazione. I dati si riferiscono soprattutto a modalità ibride di lavoro (alcuni giorni in ufficio, altri da casa), a settori terziari avanzati (servizi, finanza, pubbliche amministrazioni strutturate, ICT) e a contesti dotati di infrastrutture digitali sviluppate. Non si può parlare di omogeneità, poiché la diffusione dipende molto dal tipo di occupazione e dalla struttura economica del territorio.

Il punto di svolta nel mondo del lavoro è stato il periodo del Covid: la necessità di continuare a lavorare senza uscire di casa ha favorito lo sviluppo e la diffusione di questa modalità. Oggi non è più una misura emergenziale post-pandemia, ma una realtà stabilizzata e consolidata, che nelle grandi città è diventata strutturale. Le conseguenze positive sono facilmente visibili.

Un maggior numero di lavoratori da casa comporta anche meno traffico e meno inquinamento, oltre a una qualità della vita più alta grazie alla maggiore flessibilità. Consente inoltre una migliore organizzazione degli uffici, con una riduzione di costi e dei tempi, e una gestione più efficiente degli spazi urbani, ad esempio con una minore necessità di posti auto.