Buongiorno: «Lukaku è fondamentale. Col Torino per me è una gara speciale»
Il post-partita di un turno di campionato complesso lascia sempre in dote riflessioni profonde, specialmente se a parlare è uno dei leader silenziosi della difesa azzurra e della Nazionale. Alessandro Buongiorno, intervenuto ai microfoni di Radio CRC, ha tracciato la rotta per il Napoli di Antonio Conte, tra l’analisi tecnica del momento e il calore umano di uno spogliatoio che sta cercando la propria identità definitiva.
Il fattore “Big Rom” e la forza del gruppo.
Al centro dei pensieri del difensore ex granata c’è la rinascita di Romelu Lukaku. Il ritorno al gol del belga non è solo una statistica, ma un segnale di riscossa per tutto l’ambiente.
“Lukaku in gol? Siamo contentissimi per Big Rom. È stato certamente un periodo molto difficile per lui. È fondamentale riaverlo con noi, non solo per l’aspetto tecnico ma per il suo carisma e per la persona che è. Speriamo possa darci una grande mano”.Buongiorno, laureato in Management dello Sport e osservatore attento delle dinamiche di gruppo, sposta spesso l’accento sull’uomo prima che sull’atleta. Lo fa anche parlando del tridente offensivo, citando profili che guardano al futuro della rosa: “Io preferisco sempre guardare prima le persone con cui gioco rispetto ai calciatori. Sono tre ottimi ragazzi (Alisson, Hojlund e Vergara) con voglia di crescere e di migliorarsi. Le capacità tecniche le hanno, sicuramente potranno darci una mano sia ora che nel futuro”.
Analisi tattica: l’ostacolo Verona e il nodo palle inattive
Il pareggio o la prestazione opaca contro il Verona brucia ancora. Buongiorno non cerca scuse e analizza con lucidità chirurgica cosa non ha funzionato nella trasferta scaligera, dove il Napoli ha faticato a imporre il proprio gioco.“Verona-Napoli è stata una partita difficile. Ovviamente quando vai a giocare in trasferta contro squadre come il Verona, come ha detto il mister, hai solo da perdere. Credo che avremmo potuto fare meglio a livello tecnico-tattico, nel giro palla e nel cercare combinazioni migliori per segnare”.
Un punto debole apparso evidente è quello dei gol subiti su palla inattiva. Per un “marcatore di livello” come lui, la diagnosi è chiara: non è un problema di schemi, ma di testa. La concentrazione deve restare altissima per tutti i novanta minuti, evitando quelle amnesie che finora sono costate care in termini di punti.
Il ritorno dei fuoriclasse e l’emozione del “cuore granata”
Mentre la squadra attende il pieno recupero di un fuoriclasse del calibro di De Bruyne (“L’ho visto molto bene anche a livello fisico, con grande carica e voglia”), l’orizzonte immediato si chiama Torino. Venerdì sera al “Maradona” arriverà il passato di Buongiorno, una sfida che per lui non potrà mai essere come le altre.“Per me è una partita speciale, già da quando avevamo giocato a Torino. Sicuramente lo sarà anche venerdì. È stata una parte importantissima della mia vita e sarò molto contento di ritrovare tutte le persone che ho avuto modo di conoscere nel corso degli anni”. Il Torino di D’Aversa, reduce dalla vittoria contro la Lazio, è un avversario scorbutico. Buongiorno prevede una battaglia di nervi e muscoli: “Sarà una partita difficilissima, loro in attacco potrebbero crearci molti problemi. Ci saranno molti duelli a centrocampo quindi dovremo farci trovare pronti”.Un futuro da scrivere: “Tutti remano dalla stessa parte”Nonostante una classifica che vede gli azzurri lontani dalla zona scudetto e fuori dalle competizioni europee, l’obiettivo è ricostruire una mentalità vincente. La ricetta di Buongiorno è fatta di sudore e compattezza.“Questo Napoli vuole un futuro dove tutti remano nella stessa direzione, dove i giocatori danno il 100% e sanno quello che devono fare. Qui c’è voglia, spirito e unione. Stiamo lavorando per migliorarci sempre e per avere il miglior Napoli possibile”.

