VIDEO | In fuga dalle bombe su Dubai, le liceali di Gragnano sono tornate a casa
GUERRA IN MEDIO ORIENTE
3 marzo 2026
GUERRA IN MEDIO ORIENTE

VIDEO | In fuga dalle bombe su Dubai, le liceali di Gragnano sono tornate a casa

Un volo riporta a Milano le 5 studentesse del Don Milani. Prima di partire l’ultimo attentato: due ore nel bunker e poi la corsa in aereo
Michele De Feo e Anna Santaniello

Hanno chiuso gli occhi tra le sirene e li hanno riaperti a casa. Le cinque studentesse del liceo «Don Milani» di Gragnano sono tornate pochi minuti fa in Italia dopo giorni di paura sotto i bombardamenti a Dubai. L’aereo che le ha portate a Milano è atterrato alle 19:30, e domani mattina le ragazze raggiungeranno Gragnano, accolte dai familiari tra lacrime e abbracci. Un ritorno sospeso tra sollievo e incredulità, dopo un’esperienza che nessuno avrebbe potuto prevedere.

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L’ultima mattinata a Dubai è stata un condensato di terrore e attesa. Due ore trascorse nei bunker sotterranei dell’hotel, sotto il rombo dei caccia e il bagliore dei missili che illuminavano il cielo come un teatro di guerra. I minuti si allungavano, scanditi dalle sirene e dal silenzio pesante di chi sa di non poter controllare nulla. Ogni gesto era preciso, ogni movimento misurato: la routine della paura insegnata dalla necessità di sopravvivere.

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Poi, la fuga verso l’aeroporto: strade semideserte, pattuglie militari, controlli rigorosi e un cielo ancora minaccioso. L’aeroporto civile, pochi giorni prima teatro dei raid, appariva come un miraggio di sicurezza. Qui, tra piste deserte e personale ridotto, le ragazze sono salite sull’aereo che le avrebbe riportate lontano dalle bombe, lontano dall’incertezza. Il volo è stato un percorso silenzioso verso la normalità. Sedute una accanto all’altra, hanno attraversato ore di inquietudine, ma anche di sollievo crescente.

Il video dell’abbraccio

L’Italia, le luci di Milano e poi Gragnano hanno segnato la fine di un viaggio sospeso tra il lusso della città emiratina e la minaccia dei missili, tra il sogno di un’esperienza culturale e l’incubo di un conflitto inaspettato.

Il ritorno in Italia ha restituito loro la quotidianità, i gesti familiari, il conforto di una casa e di persone care.

 

 

Ma le immagini dei bunker, degli allarmi e dei cieli illuminati dalle esplosioni rimarranno indelebili, così come la consapevolezza della fragilità della pace. La loro esperienza, iniziata come un progetto di crescita e confronto culturale, insieme ad altri 200 studenti da tutta Italia, si è trasformata in una lezione di vita, crudele e diretta, che nessun libro di storia avrebbe potuto rendere così reale.

 

Ora, tra le mura di casa, il silenzio e la sicurezza offrono un respiro nuovo. Ma il ricordo dei giorni sospesi tra modernità e guerra, tra comfort e allerta, rimane vivido. Cinque adolescenti tornano a crescere, portando con sé la memoria di un incubo trasformato in esperienza, di un viaggio che avrebbe dovuto essere la loro avventura più bella e che invece resterà per sempre l’emblema di quanto la pace non sia mai scontata.