Parco Archeologico di Pompei. Le Guide tornano sul piede di guerra
IL BRACCIO DI FERRO
3 marzo 2026
IL BRACCIO DI FERRO

Parco Archeologico di Pompei. Le Guide tornano sul piede di guerra

Scoppia la protesta dopo il lancio dei nuovi itinerari "low cost" promossi dalla direzione: gli operatori abilitati accusano il Parco di voler "fare cassa" escludendo i professionisti
Pasquale Santo

Non c’è pace tra le colonne di cenere e i mosaici della città antica. Mentre i turisti affollano i decumani, dietro le quinte del Parco Archeologico di Pompei va in scena uno scontro frontale che rischia di paralizzare l’accoglienza nel sito più visitato d’Italia. Al centro della contesa c’è il lancio dei nuovi itinerari tematici “Pompei civica” e “Pompei quotidiana”, un’iniziativa partita ieri ma che ha sollevato un polverone di polemiche, trasformando il dialogo in un conflitto aperto che ora approda nelle aule di tribunale.

 

Il pomo della discordia: tour a 8 euro e personale non abilitato
A far saltare i nervi alle sigle di categoria è stato un avviso comparso quasi “furtivamente” sul sito ufficiale del Parco nella tarda serata di domenica primo marzo. Il testo pubblicizzava percorsi di un’ora e mezza al costo di 8 euro a persona, acquistabili direttamente alle biglietterie. Quello che per l’amministrazione è un servizio didattico volto a migliorare l’offerta, per le guide è un vero e proprio “attacco frontale” alla professione.

 

«Si tratta di vere e proprie visite guidate condotte da personale non abilitato», denunciano le associazioni di categoria. Il sospetto dei professionisti è che la direzione abbia scientemente eliminato le postazioni fisse delle guide all’interno degli scavi — avvenuta lo scorso 7 gennaio — proprio per spianare la strada a questo nuovo servizio gestito internamente. Pietro Melziade, dell’Associazione Nazionale Guide Turistiche, usa parole durissime: «Questa iniziativa è stata spacciata per didattica, ma ricalca esattamente le modalità di lavoro delle postazioni rimosse. La direzione punta a monetizzare e a fare cassa senza coinvolgere le guide abilitate. Dalla tutela allo sfruttamento il passo è corto».

 

L’accusa di Susy Martire: «Un tavolo di confronto-farsa»
Ancora più accalorato l’intervento di Susy Martire, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Campania, che parla di una vera e propria mancanza di rispetto istituzionale. Secondo la Martire, solo pochi giorni fa i funzionari del Parco avrebbero rassicurato i rappresentanti di categoria sostenendo di non avere piani immediati per l’attivazione di nuovi tour. «Eravamo negli uffici giovedì scorso e ci dicevano di non sapere nulla, poi lunedì attivano tutto», attacca la presidente. «L’apertura al dialogo era solo una messinscena per rabbonirci? È questa l’idea di legalità che ha il direttore? Parcheggiare i professionisti abilitati per far condurre le visite ai custodi o ad addetti non qualificati?».

 

La protesta solleva un tema centrale: la qualità della divulgazione scientifica. Le guide accusano il Parco di trasformare gli addetti alla biglietteria in promotori turistici e i custodi in ciceroni, svuotando di significato il ruolo della guida abilitata, che per legge deve superare esami rigorosi e possedere competenze multidisciplinari certificate.

 

Domani la parola al Tar: attesa per la sospensiva
La battaglia, però, non resta solo nelle piazze o sui giornali. La tensione è destinata a toccare il suo apice domani, mercoledì 4 marzo, quando i magistrati del Tar Campania saranno chiamati a decidere sulla richiesta di sospensiva presentata dalle guide contro la chiusura delle vecchie postazioni interne. Un verdetto che potrebbe ribaltare gli equilibri o, al contrario, dare il via libera definitivo alla nuova strategia della direzione.

 

Le guide non escludono nuovi ricorsi mirati specificamente contro i tour “low cost” appena partiti, ipotizzando azioni di protesta eclatanti per tutelare la dignità della categoria e, come dicono loro, «l’onore degli scavi». «Pompei merita di più», recitava lo slogan della direzione alla presentazione del nuovo piano strategico. «Noi ne siamo certi — conclude amaramente Susy Martire — Pompei merita veramente più di questo».