Il Wwf contro l’America’s Cup: «È il cavallo di Troia per realizzare Bagnoli»
IL FUTURO DELL'AREA
3 marzo 2026
IL FUTURO DELL'AREA

Il Wwf contro l’America’s Cup: «È il cavallo di Troia per realizzare Bagnoli»

L'affondo degli ambientalisti contro il progetto legato all'evento velico
Andrea Ripa

La America’s Cup come occasione di rilancio o come grimaldello per cambiare il destino di Bagnoli? Il WWF Italia non ha dubbi e lancia un affondo netto contro il progetto legato all’evento velico: «La Coppa America a Napoli è il cavallo di Troia con cui realizzare a Bagnoli un porto turistico che era sempre stato escluso dalle pianificazioni precedenti». L’associazione ambientalista parla di «processo speculativo» che rischia di compromettere definitivamente la possibilità di restituire ai cittadini un tratto di mare balneabile e pienamente fruibile, rinunciando – di fatto – alla bonifica integrale dell’area.

Bagnoli, scatta l’operazione America’s Cup: al via i dragaggi record via mare

Bagnoli, scatta l’operazione America’s Cup: al via i dragaggi record via mare

Il futuro di Bagnoli torna a passare per il mare, ma questa volta con una manovra di ingegneria e logistica…

L’accusa: porto mascherato da evento – Secondo il WWF, dietro l’accelerazione impressa ai lavori per ospitare la competizione internazionale si celerebbe una trasformazione strutturale dell’area. «Un evento di prestigio non si può tradurre in un pretesto per imporre infrastrutture permanenti estranee alla pianificazione pubblica condivisa», afferma il delegato regionale Raffaele Lauria. Il nodo centrale è la realizzazione di due pontili e delle opere connesse, che – secondo l’associazione – configurerebbero di fatto un porto turistico stabile, mai previsto nei progetti precedenti. Pur riconoscendo «l’importanza dell’evento per la città di Napoli» e «l’opportunità economica e promozionale», il WWF contesta il metodo: la preparazione procederebbe «con modalità di necessità e urgenza come si trattasse di una calamità naturale», oscurando il dibattito pubblico sulle scelte future.

Bagnoli di nuovo in strada contro l’America’s Cup: attivisti bloccano i camion nell’area della colmata

Bagnoli di nuovo in strada contro l'America's Cup: attivisti bloccano i camion nell'area della colmata

La tensione torna a salire nel quartiere di Bagnoli, dove questa mattina la protesta dei residenti e degli attivisti ha…

La lettera a Regione e Comune – Il presidente nazionale Luciano Di Tizio e Lauria hanno inviato una nota formale al presidente della Regione Campania Roberto Fico e al sindaco di Napoli, anche commissario per Bagnoli. La richiesta è chiara: spiegare quale sarà il futuro dell’area dopo la Coppa America e quali elementi della vecchia pianificazione verranno mantenuti. Una pianificazione che – ricordano – metteva al centro «l’interesse pubblico prevalente», con una progettazione integrata tra mare, costa e pianura, fondata su ripristini ambientali puntuali. «Sollecitiamo un impegno formale per garantire che Bagnoli riceva una bonifica integrale e torni a essere un bene collettivo, tutelando il diritto dei cittadini a un litorale risanato e sottratto a logiche di esclusività», insiste Lauria.7

Bagnoli, scudo della Procura sui cantieri: monitoraggio settimanale per l’ambiente

Bagnoli, scudo della Procura sui cantieri: monitoraggio settimanale per l’ambiente

I riflettori della Procura di Napoli restano accesi sull’area ex Italsider di Bagnoli. Con l’accelerazione dei lavori in vista dell’America’s…

Il precedente: «È meglio un porto per pochi o una spiaggia per tutti?» – Non è la prima battaglia del WWF su Bagnoli. L’associazione fu promotrice della petizione «È meglio un porto per pochi o una spiaggia per tutti?», che raccolse migliaia di firme chiedendo di «risarcire la Città di Napoli» attraverso un piano particolareggiato capace di restituire all’area le caratteristiche di pianura costiera. Nel testo si sottolineava come la presenza di un porto «non avrebbe consentito la restituzione del mare ai napoletani tranne a quelli che potranno permettersi il posto barca». La spiaggia pubblica e la riapertura del mare alla città rappresentavano – e rappresentano tuttora – il simbolo di una bonifica integrale, sia a terra sia a mare.

America’s Cup a Bagnoli, la Procura accende i fari sul cantiere della discordia

America's Cup a Bagnoli, la Procura accende i fari sul cantiere della discordia

L’ombra dei dubbi giudiziari si allunga sui grandi lavori di riqualificazione di Bagnoli, proprio mentre l’area dell’ex Italsider si prepara…

I progetti originari e il cambio di rotta – Nel 2020 fu indetto il bando internazionale UrbaNAture, curato da Invitalia, per ridisegnare l’assetto dell’area. Nessuno dei progetti vincitori nel 2021 prevedeva un porto tra i due pontili oggi programmati. Il progetto primo classificato delineava tre ambiti connessi: «Il parco naturale che univa il mare alla collina in una logica di rete ecologica, il bosco produttivo con specie autoctone, il parco urbano a ridosso del quartiere». Anche il «Programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana» del 2019 prevedeva un parco urbano con spiaggia pubblica e un waterfront di circa due chilometri, con spazi verdi pari all’80% delle aree d’intervento. Studi di ISPRA e della Stazione Zoologica Anton Dohrn avevano quantificato materiali da rimuovere e costi della bonifica integrale, mai esclusa. Il cambio di rotta, secondo il WWF, arriva con il decreto legge 60/2024, che ha eliminato l’obbligo di ripristino della linea naturale di costa e attenuato la procedura di valutazione ambientale strategica.

Bagnoli, il cantiere della speranza: il patto che riporta il lavoro nel quartiere

Bagnoli, il cantiere della speranza: il patto che riporta il lavoro nel quartiere

In una Napoli che corre verso il futuro, il destino di Bagnoli-Coroglio non è più solo una questione di terra…

Bonifica o messa in sicurezza? – La differenza è sostanziale. La bonifica integrale elimina definitivamente la contaminazione; la messa in sicurezza la circoscrive per prevenire rischi immediati, in funzione dell’uso previsto. Nel 2012, quando si ipotizzò per la prima volta la Coppa America a Napoli, Bagnoli fu esclusa proprio perché incompatibile con i tempi di una bonifica completa. Oggi – osserva il WWF – gli inquinanti non sono scomparsi. Il risanamento, inoltre, sarà interamente a carico pubblico, senza azioni di rivalsa verso i responsabili del disastro ambientale, in apparente contrasto con il principio europeo del «chi inquina paga», sancito dall’articolo 191 del Trattato dell’Unione Europea.

Bagnoli: un secolo di acciaio, un millennio di scorie. Corsa contro il tempo per la bonifica

Bagnoli: un secolo di acciaio, un millennio di scorie. Corsa contro il tempo per la bonifica

La storia di Bagnoli racconta un paradosso geografico. Agli inizi del Novecento, questo pezzo di terra tra il costone di…

Le opere e il nodo delle autorizzazioni – Tra gli interventi autorizzati dal Commissario straordinario figurano scogliere perimetrali a mare e l’approfondimento dei fondali antistanti la colmata, opere considerate «sostanzialmente irreversibili». Il WWF riconosce che siano previste misure di monitoraggio ambientale, ma ribadisce che tali deroghe sono giustificabili solo per un evento temporaneo. «È di tutta evidenza – conclude l’associazione – che le autorizzazioni rilasciate per la Coppa America non possano essere automaticamente traslate per il mantenimento di un porto diportistico permanente». La domanda finale è diretta: cosa diventerà Bagnoli dopo la Coppa America? E con quale percorso autorizzativo? Sul futuro dell’ex area industriale si gioca non solo una partita urbanistica, ma una scelta politica e ambientale che segnerà il rapporto tra Napoli e il suo mare per le prossime generazioni.

Bagnoli, il veleno contro il sindaco Manfredi uccide il confronto

Bagnoli, il veleno contro il sindaco Manfredi uccide il confronto

La scritta apparsa a Bagnoli contro il sindaco Gaetano Manfredi — "Mettiamoci Manfredi nella colmata" — non può essere una…