LIVE | La bara bianca sfila tra lacrime e applausi: l’abbraccio di Nola al piccolo Domenico
IL GIORNO DEL DOLORE
4 marzo 2026
IL GIORNO DEL DOLORE

LIVE | La bara bianca sfila tra lacrime e applausi: l’abbraccio di Nola al piccolo Domenico

Migliaia di persone in piazza per i funerali del bimbo dal cuore bruciato dal ghiaccio
Giovanna Salvati

C’è un silenzio assordante in piazza a Nola. Un silenzio che pesa sul petto, che stringe la gola, che unisce migliaia di persone accorse per l’ultimo saluto a Domenico, il bambino dal cuore fragile e immenso, segnato da una battaglia troppo grande per la sua età. Sin dalle prime ore del mattino, la piazza davanti al Duomo si è riempita lentamente, come un mare che sale con la marea. File composte, sguardi bassi, mani strette attorno a un fiore o a un peluche. C’è chi indossa una maglia con il volto sorridente del piccolo e quella scritta che oggi è diventata un simbolo collettivo: “Il nostro guerriero”. Perché così lo hanno chiamato tutti, così lo hanno sentito: un combattente delicato, capace di resistere oltre ogni limite umano.

 

Il video dell’arrivo del feretro

 

Giorgia Meloni in lacrime

 

Quando la piccola bara bianca ha fatto il suo ingresso, portata a spalla dal padre, la piazza non ha retto più. Un applauso lungo, vibrante, quasi liberatorio, ha accompagnato il feretro fino all’interno della chiesa. Non un rumore fuori posto, solo mani che battono all’unisono per dire grazie, per dire addio, per dire che quel dolore non appartiene soltanto a una famiglia, ma a un’intera comunità. Al centro della navata, la bara. A pochi passi, la madre Patrizia, piegata dalla sofferenza, che accarezza il legno bianco come fosse ancora la pelle del suo bambino. È un gesto che spezza il cuore. È l’immagine che resta, quella che nessuno vorrebbe mai vedere e che nessuno potrà dimenticare. Presenti le istituzioni, i sindaci dell’area nolana, il primo cittadino di Nola Andrea Ruggiero e quello di Napoli Gaetano Manfredi. Nel pomeriggio è attesa anche la premier Giorgia Meloni, per una funzione che sarà celebrata dai vescovi Francesco Marino, guida della diocesi locale, e Mimmo Battaglia. Ma oggi le cariche contano fino a un certo punto. Oggi conta il dolore composto di una città che si stringe attorno alla famiglia Caliendo.

Conta l’abbraccio collettivo, la presenza silenziosa, la solidarietà che riempie ogni angolo della piazza. È una tragedia che ha colpito tutti. Perché la storia di Domenico non è soltanto quella di un bambino che ha lottato. È la storia di un intero Paese che ha sperato, pregato, atteso. E che oggi piange. Nel bianco di quella bara c’è l’innocenza spezzata, ma anche l’amore immenso che lo ha circondato. Un amore che non si spegne con il suono dell’ultimo applauso. Un amore che continuerà a vivere nel ricordo di chi, in quel silenzio assordante, ha sentito il proprio cuore battere più forte per lui.

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«Giustizia per Domenico»

Sono frasi strazianti quelle che arrivano dalla piazza di Nola. Un lungo corteo sta rendendo omaggio alla famiglia del piccolo Domenico. C’è chi prova a portare conforto a mamma Patrizia. Un via vai di gente. C’è anche chi non riesce a entrare in chiesa, perché quella bara bianca è un pugno nello stomaco da cui è difficile riprendersi. E’ un’immagine che lascia senza respiro. «Hanno tolto un figlio ad una mamma, come si può andare avanti», dice una mamma che stringe tra le mani un fiore. E’ un fiore per Domenico. «Oggi siamo tutti qua, anche voi giornalisti ma non dimentichiamoci domani della famiglia e di quello che è successo, perchè questa storia non può essere dimenticata e va fatta giustizia», sono le parole di un anziano arrivato da un paese vicino per i funerali di Domenico.

«Conosco la famiglia sono persone perbene, quel bambino era la loro gioia, anche per i fratellini, e assurdo quello che è successo», spiega un amico di famiglia.

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Le parole di Manfredi

“E’ un momento molto doloroso per tutta la comunità campana, per la citta’ di Napoli, per la città di Nola, per tutta l’area metropolitana”. Lo dice il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. “E’ una situazione che ha colpito tutti per la perdita di questo piccolo angelo che e’ volato in cielo. Adesso è il momento del cordoglio, anche della sobrietà, quindi ci vuole grande rispetto per il dolore della famiglia, poi le responsabilità andranno valutate nella sede opportuna. Ci vuole grande senso di responsabilità, di sobrietà e di rispetto”, aggiunge.

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Il Dg del Monaldi abbraccia Patrizia

Ai funerali di Domenico è arrivata anche l’avvocato Anna Iervolino, la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli alla quale afferisce l’ospedale Monaladi di Napoli dove il piccolo ha subito il trapianto di un cuore congelato. Tra Anna Iervolino e la mamma del piccolo Domenico, Patrizia, c’e’ stato un lungo abbraccio. Iervolino ha raggiunto il Duomo di Nola dove è allestita la camera ardente. «Nessuno lo dimenticherà», ha detto Iervolino alla mamma di Domenico. Patrizia ha risposto dicendo: «Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi».

 

Nuovo esposto contro i medici 

Entra nel vivo lo scontro con i medici. Nuovo esposto dei legali dei parenti del piccolo Domenico. “In questi minuti abbiamo inviati alle rispettive segreterie dei Consigli dell’Ordine dei Medici di Cosenza e Benevento un esposto per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina, che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti”. Lo annuncia Francesco Petruzzi, il legale della famiglia del bambino di due anni morto lo scorso 21 febbraio. “Ci aspettiamo che i Consigli dell’Ordine e anche il Consiglio nazionale, con il presidente Anelli prendano posizione – aggiunge – perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori, credo sia un fatto abbastanza certo a oggi e che vada sanzionato disciplinarmente”.

 

Istituzioni al funerali di Domenico

 

Il prefetto elogia la dignità di Patrizia

La mamma di Domenico «porta sulla propria pelle una sofferenza indelebile affrontando il dolore con una grande dignità». Lo ha detto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha incontrato nella cattedrale di Nola, i genitori del piccolo morto al Monaldi. Il prefetto ha evidenziato anche la «grande forza della comunità» che è solidale con la famiglia del piccolo sottolineando che «le istituzioni sono vicine alla mamma e al papà» con una richiesta incessante di giustizia.

 

Sal Da Vinci rimanda festeggiamenti: «Domenico prima di tutto»

I festeggiamenti per la vittoria al festival di Sanremo nella sua Napoli, Sal Da Vinci li aveva programmati oggi. Ma, vista la concomitanza con i funerali del piccolo Domenico, li ha rimandati: «Il bimbo prima di tutto», ha detto il cantante. «In questi giorni non c’è spazio per la festa, ma per il silenzio e la vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore».

 

Il video dell’arrivo della premier

 

Arriva la premier Meloni

In chiesa anche le istituzioni. Arrivata la premier Giorgia Meloni accompagnata dal prefetto di Napoli Michele di Bari, il presidente della Regione Campania Roberto Fico assieme al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. E’ giunto anche il parroco anticamorra don Maurizio Patriciello.

 

Anche il Napoli ai funerali

Tra i presenti anche l’esterno del Napoli Pasquale Mazzocchi, in rappresentanza della Ssc Napoli. Il club azzurro ha voluto portare il proprio sostegno alla famiglia del piccolo Domenico.

Le parole del vescovo di Nola

A parlare al cuore di tutti è stato monsignor Francesco Marino, vescovo di Nola, che nella sua omelia ha dato voce allo smarrimento collettivo: «Se è vero che i figli so’ piezz’e core, il cuore oggi è spezzato». Parole semplici, dirette, capaci di attraversare il silenzio e arrivare dove le spiegazioni non bastano. Il vescovo ha riconosciuto il peso insopportabile di una perdita che non ha nome: «Un figlio senza genitore è perso, ma un genitore senza un figlio del proprio grembo è atroce». È il capovolgimento dell’ordine naturale delle cose a ferire più di ogni altra cosa, quel passaggio improvviso «dalla speranza allo scontro contro gli scogli» che lascia attoniti e disorientati. Eppure, nel cuore del lutto, monsignor Marino ha indicato una via. Non quella della rabbia o della vendetta. «Vorremmo dei responsabili e che soffrissero come ha sofferto Domenico», ha ammesso, dando voce a un sentimento umano. Ma subito dopo l’invito a fermarsi: «Il male non si vince con altro male, il lutto non si elabora con un senso di vendetta». La giustizia dei tribunali, ha spiegato, non può consolare come può farlo l’amore di Cristo.

 

Leggi l’Omelia integrale del Vescovo

 

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Un passaggio intenso dell’omelia ha toccato anche il tema delicato della donazione degli organi. «Sentiamo vicina anche l’altra madre che aveva donato il piccolo cuore affinché potesse tornare a battere». Un richiamo alla solidarietà, alla ricerca scientifica, alla necessità di credere nella medicina, ma anche alla consapevolezza che nessuno è onnipotente: «Quando ci sentiamo troppo sicuri di noi diventiamo fallaci». Il messaggio centrale è stato però un invito alla speranza, nonostante tutto. «Noi siamo tristi ma non siamo senza speranza». Il vescovo ha parlato di Pasqua, di resurrezione, di una memoria viva da custodire nel tempo. Ha chiesto ai genitori il coraggio di continuare «nella linea dell’amore», perché «l’amore diventi capitale dell’umanità».

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E poi le parole più struggenti, rivolte alla mamma: «Tu, mamma Patrizia, ci stai gridando nel tuo composto dolore il tuo coraggio e il tuo amore». Alla famiglia, alla comunità, ai fratellini che un giorno dovranno capire: «Racconterete che in casa c’è una stanza in più. E che Domenico oggi dorme nella stanza del paradiso». In quella chiesa piena di volti segnati dalle lacrime, tra un fiore e un abbraccio, è emersa l’immagine di un popolo che si fa prossimo, che sceglie di condividere il dolore perché solo condividendolo può diventare più sopportabile. Il cuore di Domenico, ha concluso il vescovo, «oggi è nelle mani di Dio: non conosce fallimenti, non conosce dolore». E forse è proprio in questa certezza che una comunità ferita prova a trovare la forza per andare avanti, trasformando una tragedia in un impegno: avere cura del cuore, del proprio e di quello degli altri.

 

Il video dell’uscita della bara dalla Chiesa

 

Le parole di mamma Patrizia

Nella commozione della Cattedrale di Nola, la voce di una madre ha attraversato il silenzio e il dolore. Patrizia, mamma del piccolo Domenico, ha voluto ringraziare pubblicamente le istituzioni e la comunità accorse per l’ultimo saluto al suo bambino. Accanto a lei, durante la celebrazione, era presente il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel suo intervento, la donna ha espresso gratitudine anche per il prefetto di Napoli, il presidente della Regione, i sindaci di Nola e Napoli, tutte le autorità civili e religiose, il vescovo Francesco Marino e il cardinale Mimmo Battaglia, oltre ai sacerdoti e ai tanti cittadini presenti. “Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico. Al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza”, ha detto con voce ferma, nonostante l’emozione. Parole semplici, ma capaci di riempire la navata di un sentimento condiviso. “In questo momento ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore. Ti amo, amore di mamma”.