Infiltrazioni del clan al Comune di Castellammare: blindate le accuse alla cosca di Scanzano
CAMORRA
12 marzo 2026
CAMORRA

Infiltrazioni del clan al Comune di Castellammare: blindate le accuse alla cosca di Scanzano

Soffiate su appalti e funzionamenti delle telecamere: la Cassazione blinda le accuse al clan D'Alessandro
Michele De Feo

Informazioni su telecamere e appalti pubblici agli uomini del clan: blindate le accuse dell’Antimafia contro il geometra Angelo Schettino, accusato di concorso esterno ad associazione a delinquere di stampo camorristico  nell’ambito dell’inchiesta Domino III che ha ricostruito gli affari del clan D’Alessandro tra il 2020 e il 2022.

La Corte di Cassazione ha confermato i gravi indizi di colpevolezza contenuti nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto del professionista stabiese che attualmente è recluso agli arrresti domiciliari. L’uomo è a processo insieme ad altri 10 imputati, tra cui il boss «poeta» Vincenzo D’Alessandro. La Dda alla requisitoria ha chiesto 8 anni di cella per Angelo Schettino, e 88 complessivamente per il secondo genito del padrino Michele D’Alessandro e ai suoi gregari. Domani mattina è prevista la sentenza che sarà pronunciata dal gup Marco Giordano.

 

Quanto ad Angelo Schettino l’Antimafia gli contesta di aver fornito informazioni al clan D’Alessandro sul funzionamento delle telecamere comunali in alcune zone della città agli uomini della cosca. Ad incastrare l’uomo sono alcune intercettazioni telefoniche e un verbale del collaboratore di giustizia Pasquale Rapicano. L’ex killer della cosca di Scanzano ha riferito ai giudici che Schettino fosse il gancio del clan D’Alessandro nell’ufficio tecnico del comune di Castellammare di Stabia.

 

Grazie alle sue conoscenze, secondo l’accusa,  riusciva a fornire le informazioni al clan in cambio di alcuni regali. Il pentito fa riferimento ad un Rolex che però non è mai stato ritrovato. La difesa di Schettino ha inoltre provato a smontare le accuse anche facendo leva sul fatto che nell’inchiesta non figurino intercettazioni che dimostrino il passaggio di informazioni agli uomini della cosca di Scanzano.