Castellammare. Riqualificazione Savorito, il Comune non si ferma: aggiudicato l’appalto
Il Comune di Castellammare di Stabia non si ferma e continua a portare avanti il progetto che punta a riqualificare il quartiere Savorito. Preso atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato illegittima l’aggiudicazione della gara da 21milioni di euro alla società Consorzio Stabile Vitruvio, il dirigente all’Urbanistica di Palazzo Farnese, Guglielmo Pescatore, ha disposto l’affidamento dell’appalto all’Ati (associazione temporanea d’imprese) che si era classificata seconda nella gara avviata durante la gestione commissariale.
L’aggiudicazione
Ad occuparsi del progetto che prevede l’abbattimento e la ricostruzione di 98 appartamenti, oltreché alla realizzazione di una scuola, servizi e negozi di vicinato saranno le società Costruzioni Cinquegrana srl, Salzano Carpenterie Metalliche e World Life Electric. La vicenda nasce proprio dal ricorso proposto dalla ditta Cinquegrana contro l’aggiudicazione del maggio 2025. Se in primo grado il Tar Campania aveva dato ragione al Comune, i giudici di Palazzo Spada hanno ribaltato il verdetto, ritenendo fondate le contestazioni dell’impresa ricorrente.
L’iter tormentato
Il Comune ha dovuto quindi revocare l’incarico al Consorzio Vitruvio e avviare le procedure per affidare la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori al raggruppamento guidato da Costruzioni Cinquegrana. Un avvicendamento che si inserisce in un contesto amministrativo già estremamente complesso. Il progetto, nato sotto l’egida del Pinqua (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) e inizialmente finanziato con 15 milioni di euro del Pnrr, ha subito un duro colpo lo scorso novembre con la revoca dei fondi ministeriali per il mancato rispetto dei target temporali.
L’impegno del Comune
Per non rinunciare all’opera, il Comune ha dovuto correre ai ripari, prima approvando una variazione di bilancio d’urgenza, poi contraendo un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti per circa 8,3 milioni di euro. Il Comune si è impegnato a coprire la restante parte – fino a 21 milioni di euro – con risorse proprie o fonti alternative. Data la mutata natura del finanziamento (non più fondi europei ma debito comunale), Palazzo Farnese ha inserito una clausola di salvaguardia. Prima della firma definitiva, la ditta Cinquegrana dovrà sottoscrivere una liberatoria di responsabilità. L’impresa dovrà dichiararsi pronta a eseguire il contratto nonostante il cambio della fonte finanziaria, esonerando l’Ente da eventuali danni o mancate agevolazioni derivanti dalla perdita dei fondi Pnrr.
Il progetto
Nonostante i rallentamenti burocratici e legali, l’obiettivo resta la trasformazione radicale del quartiere attraverso: l’abbattimento dei vecchi manufatti e ricostruzione di 98 nuovi alloggi sociali; creazione di spazi pubblici e servizi dove oggi regna il degrado; interventi sulla viabilità e sulle aree verdi della periferia nord. Il Rup (Responsabile Unico del Progetto), l’architetto Gilda Florio, ha ora il compito di completare le verifiche dei requisiti sulla nuova ditta aggiudicataria per consentire – questo l’auspicio – l’apertura del cantiere entro l’estate.

