Bufera su Harmont & Blaine: lavoratori in presidio a Caivano contro i 32 licenziamenti
Prosegue la mobilitazione dei lavoratori dopo l’annuncio dei licenziamenti nello stabilimento Harmont & Blaine di Caivano. Oggi alle 16:30 è…
Si sblocca la vertenza che nei giorni scorsi aveva acceso la tensione tra lavoratori e azienda. Dopo un lungo confronto in Prefettura a Napoli, la Harmont & Blaine ha annunciato il ritiro della procedura di licenziamento, accogliendo la richiesta delle organizzazioni sindacali di ricorrere agli ammortizzatori sociali per gestire la crisi aziendale. La decisione è arrivata al termine di un incontro serrato che ha visto la partecipazione dei rappresentanti sindacali e delle istituzioni, con la mediazione della Prefettura. Un passaggio ritenuto decisivo per evitare, almeno per il momento, l’uscita dal lavoro di numerosi dipendenti dell’azienda. A commentare l’esito del tavolo sono stati Cgil e Cisl, che hanno parlato di un risultato importante frutto della mobilitazione dei lavoratori.
Bufera su Harmont & Blaine: lavoratori in presidio a Caivano contro i 32 licenziamenti
Prosegue la mobilitazione dei lavoratori dopo l’annuncio dei licenziamenti nello stabilimento Harmont & Blaine di Caivano. Oggi alle 16:30 è…
“Dopo un duro confronto con l’azienda, grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e al contributo fattivo della Prefettura di Napoli, oggi l’azienda Harmont & Blaine ha annunciato il ritiro della procedura di licenziamento”, spiegano i sindacati in una nota congiunta. All’incontro erano presenti, tra gli altri, Raffaele Paudice per la Cgil Napoli e Campania, Andrea Pastore e Vincenzo Acanfora per la Filctem Cgil, insieme ai segretari Melicia Comberiati della Cisl Napoli e Anna Pareni della Femca Cisl. Per le organizzazioni sindacali il risultato ottenuto rappresenta un primo passo, ma la strada resta ancora complessa. “Pur nella soddisfazione per l’esito dell’incontro, siamo consapevoli del sacrificio che sarà comunque richiesto ai lavoratori e della difficoltà di un percorso che è ancora tutto da costruire”, sottolineano.
Nei giorni scorsi i dipendenti avevano incrociato le braccia dando vita a ore di sciopero e a un presidio davanti allo stabilimento, iniziative che hanno contribuito ad aprire un confronto diretto con l’azienda e a portare la vertenza al tavolo istituzionale. La scelta di ricorrere agli ammortizzatori sociali dovrebbe ora consentire di gestire la fase di crisi evitando i licenziamenti immediati e aprendo uno spazio di trattativa sul futuro produttivo e occupazionale. “Un primo passo per difendere l’occupazione, in un territorio profondamente segnato dalle crisi e dalla deindustrializzazione, è stato compiuto”, aggiungono Cgil e Cisl, assicurando che continueranno a restare al fianco dei lavoratori “in difesa della loro dignità e dell’occupazione”. La vertenza resta dunque aperta, ma il vertice in Prefettura segna un punto di svolta. Per i sindacati, ancora una volta, la mobilitazione e la responsabilità dei lavoratori si sono dimostrate determinanti per affrontare le crisi aziendali e dare una prospettiva al territorio.