L’Antimafia sta provando ad ottenere il suo arresto da anni perché lo ritiene una pedina fondamentale per le strategie criminale…
CAMORRA
15 marzo 2026
CAMORRA
ESCLUSIVA M+ | Il boss D’Alessandro tentò di sabotare un processo: chiusa l’inchiesta
Katia Scelzo per la Dda fu corrotta dal boss D'Alessandro con una casa per mentire al processo sul delitto del padre. Imprenditori pestati, rischiano il processo il boss «poeta» e tre fedelissimi
Pestaggi agli imprenditori e ai dipendenti di una ditta per la distribuzione di caffè. E il tentativo di pilotare un processo per «salvare» dall’ergastolo un ras del clan D’Alessandro. Nei giorni scorsi è stato notificato al «boss poeta» Vincenzo D’Alessandro, Giuseppe Oscurato, Michele Abbruzzese, Vincenzo Spista e a Katia Scelzo, un avviso della conclusione delle indagini preliminari. Gli imputati sono accusati a vario titolo di corruzione e lesioni personali in concorso con l’aggravante del metodo camorristico e per aver agevolato l’attività criminale della cosca di Scanzano.
Le contestazioni sono uno stralcio del maxi processo Domino III che venerdì mattina ha portato a condanne pesantissime per gli esponenti della multinazionale del crimine con roccaforte tra i vicoli del rione Scanzano di Castellammare. D’Alessandro, Oscurato, Abruzzese e Spista sono già stati condannati in primo grado per associazione a delinquere, detenzione di armi ed estorsione, e ora rischiano un altro processo. Katia Scelzo, invece, risultava indagata a piede libero per corruzione nell’inchiesta Domino III.
La Dda aveva chiesto l’arresto ma il tribunale del Riesame ha rigettato l’istanza. La donna è la figlia di Pietro o’nasone, esponente del clan Omobono Scarpa, ucciso nel 2006 su ordine di Vincenzo Ingenito, ras dei D’Alessandro condannato all’ergastolo in via definitiva per il delitto nonostante il presunto tentativo di sabotaggio del processo della cosca di Scanzano. Infatti secondo la Dda nel 2022 il boss Vincenzo D’Alessandro avrebbe regalato una casa a Katia Scelzo affinché mentisse al processo che vedeva alla sbarra Ingenito.
Pietro Scelzo fu ucciso nel 2006 su ordine del ras del clan D’Alessandro Vincenzo Ingenito
Da quanto ricostruito nell’inchiesta il terzo figlio del padrino defunto Michele D’Alessandro avrebbe contatto, un mese prima dell’udienza in Corte d’Assise, Katia Scelzo per il tramite del suo factotum, Giuseppe Oscurato, per chiudere l’accordo. Secondo la Dda a Katia Scelzo sarebbe stata intestata una casa situata a Scanzano (sequestrata recentemente) in cambio del suo silenzio in aula.
Tra le prove raccolte in fase di indagine ci sono una sfilza di intercettazioni telefoniche, il verbale dell’udienza a cui ha testimonianto Katia Scelzo e l’atto notarile dell’intestazione dell’immobile. Pratica che sarebbe stata curata dal geometra Angelo Schettino che venerdì mattina è stato condannato a 6 anni e 8 mesi di carcere per concorso esterno ad associazione a delinquere.
Per lo stesso capo di imputazione che coinvolge Katia Scelzo, sempre venerdì mattina, sono stati già condannati Vincenzo D’Alessandro e Giuseppe Oscurato. Ora la donna nei prossimi giorni potrà decidere se sottoporsi ad un nuovo interrogatorio di garanzia. Per quanto riguarda le altre accuse contenute nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari figurano tre capi di imputazione per lesioni.
Il primo è a carico di Vincenzo D’Alessandro che secondo la Dda avrebbe ordinato il pestaggio di un imprenditore balneare perchè non avrebbe messo a disposizione del clan un suo immobile per la madre, Teresa Martone, che doveva scontare una condanna per estorsione agli arresti domiciliari. Sempre al «boss poeta» è contestata un’aggressione ad un altro soggetto pregiudicato e vicino alla cosca di Scanzano. L’ultima accusa di lesioni vede imputati Vincenzo D’Alessandro, Giuseppe Oscurato, Vincenzo Spista e Michele Abbruzzese perchè secondo l’Antimafia avrebbero picchiato nel rione di Scanzano due dipendenti di una ditta per la distribuzione di caffè. Tutte acccuse che gli avvocati Olga Coda, Antonio de Martino e Francesco Romano proveranno a smontare.





