Epatite A, il decalogo della prevenzione: dalla tavola ai vaccini le armi per fermare il contagio
CRONACA
19 marzo 2026

Epatite A, il decalogo della prevenzione: dalla tavola ai vaccini le armi per fermare il contagio

Dopo l’impennata di casi in Campania, la Regione diffonde le linee guida per la sicurezza: igiene rigorosa, acqua sicura e profilassi tempestiva per i contatti stretti
Giovanna Salvati

Non solo controlli sulla filiera alimentare, ma una vera e propria mobilitazione dei comportamenti individuali. Per contrastare l’incremento di casi di epatite A che sta interessando il territorio campano, la Regione ha diffuso un protocollo di igiene e prevenzione, una sorta di decalogo pratico destinato ai cittadini per spezzare la catena del contagio del virus Hav.

 

L’igiene come prima barriera
La prevenzione parte da gesti quotidiani, a cominciare dal lavaggio delle mani. Le autorità sanitarie raccomandano di utilizzare acqua e sapone per almeno venti secondi in momenti chiave della giornata: prima di cucinare o mangiare, dopo l’uso dei servizi igienici, dopo il cambio dei pannolini o dopo aver prestato assistenza a persone malate.

 

In cucina, la parola d’ordine è separazione. Per evitare la contaminazione crociata, è fondamentale tenere distinti gli alimenti crudi da quelli cotti, utilizzando utensili e taglieri differenti o assicurandosi di lavarli accuratamente tra un utilizzo e l’altro. Allo stesso modo, la sanificazione di piani di lavoro, coltelli e lavelli deve essere sistematica dopo aver manipolato cibi crudi. Massima attenzione va prestata anche al consumo di vegetali: frutta e verdura destinate al consumo crudo devono essere lavate sempre sotto acqua corrente potabile.

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La sicurezza delle fonti idriche e la gestione dei sintomi
Un altro pilastro del piano regionale riguarda l’approvvigionamento idrico. L’indicazione è di consumare esclusivamente acqua sicura, evitando fonti di provenienza non controllata non solo per bere, ma anche per lavare gli alimenti o produrre ghiaccio. Inoltre, chiunque presenti sintomi compatibili con l’epatite o disturbi gastrointestinali deve astenersi dal preparare cibo per altre persone fino a una valutazione medica ufficiale.

 

I segnali a cui prestare attenzione sono precisi: nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare e la caratteristica colorazione giallastra della pelle e degli occhi, nota come ittero. Sebbene nella maggior parte dei casi la guarigione sia completa, il decorso della malattia può rivelarsi particolarmente impegnativo per gli anziani e per i soggetti con patologie epatiche preesistenti.

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Il ruolo cruciale della vaccinazione
Accanto alle norme igieniche, la Regione ribadisce che la vaccinazione resta la misura di protezione più efficace. La profilassi è considerata prioritaria per chi è entrato in contatto con casi confermati e per le categorie a maggior rischio. La tempestività, in questo contesto, è determinante: la vaccinazione post-esposizione e, dove necessario, la somministrazione di immunoglobuline risultano tanto più efficaci quanto più precocemente vengono effettuate.

 

L’appello delle autorità è dunque rivolto a chiunque sia stato a stretto contatto con un soggetto infetto, affinché si rivolga immediatamente al proprio medico curante o ai Servizi di Prevenzione della ASL competente. In una fase di emergenza come quella attuale, la combinazione tra informazione corretta, diagnosi precoce e comportamenti alimentari prudenti rappresenta l’unico strumento concreto per contenere la diffusione dell’infezione e tutelare la salute pubblica.