Faida tra clan nel Vesuviano, latitante arrestato dopo 5 anni
CAMORRA
25 marzo 2026
CAMORRA

Faida tra clan nel Vesuviano, latitante arrestato dopo 5 anni

Esponente del clan Cipolletta di Pomigliano arrestato dopo anni di ricerche per un blitz a Volla
Andrea Ripa

Dopo cinque anni di latitanza si chiude un cerchio investigativo che affonda le radici nella stagione più violenta delle faide di camorra nell’area vesuviana. I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato Pasquale Vanacore, 34 anni, ritenuto esponente del gruppo Cipolletta, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 2021 dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

 

La cattura dopo anni di fuga – Il blitz è scattato all’alba a Volla, dove i militari del Nucleo Investigativo, supportati dal Gruppo Intervento Speciale e dai carabinieri di Castello di Cisterna, hanno fatto irruzione nell’abitazione del latitante. Vanacore non ha opposto resistenza. Una fuga durata cinque anni si è conclusa senza tensioni, con il trasferimento immediato in carcere.

 

 

Le accuse: tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso – L’uomo era ricercato per un agguato avvenuto nel 2017, nell’ambito della sanguinosa faida di camorra che ha interessato l’area di Pomigliano d’Arco.Le accuse sono pesanti: tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso. Un quadro che evidenzia il ruolo operativo del 34enne all’interno delle dinamiche criminali del territorio.

 

 

La faida e il gruppo Cipolletta – L’agguato si inserisce nel contesto degli scontri tra gruppi rivali per il controllo delle attività illecite nell’hinterland napoletano. Il gruppo Cipolletta è ritenuto uno degli attori di queste tensioni, che negli anni hanno prodotto una scia di violenza e regolamenti di conti.

 

 

Un segnale sul territorio – L’arresto rappresenta un risultato significativo per le forze dell’ordine, che continuano a colpire le reti criminali anche a distanza di anni dai fatti.La cattura di un latitante di lungo corso dimostra come la pressione investigativa resti costante, soprattutto nei territori segnati dalla presenza della Camorra. Un segnale chiaro: il tempo non cancella le responsabilità. E lo Stato, anche dopo anni, presenta il conto.