Pompei, nuova era della conservazione: web app e AI per tutelare i tesori degli scavi
parco archeologico
2 aprile 2026
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Pompei, nuova era della conservazione: web app e AI per tutelare i tesori degli scavi

Pompei introduce un sistema digitale innovativo: mappatura completa, monitoraggio continuo e manutenzione programmata, passando da interventi emergenziali a una gestione preventiva e sostenibile del patrimonio archeologico.
Ilaria Di Paola

A Pompei nasce un nuovo modello di conservazione: dopo anni di interventi tardivi, volti più alla ripresa che alla conservazione, la città antica è stata completamente mappata. Pompei è stata controllata in modo sistematico e tutte le sue informazioni sono state inserite all’interno di una web app. Si tratta del censimento di più di 13.000 ambienti (case, botteghe, stanze), circa 1.200 edifici e oltre 70.000 elementi analizzati (muri, affreschi, mosaici, tetti…). Tutto è stato schedato, fotografato, classificato e valutato in base al rischio e al degrado.

Il nuovo sistema

Il sistema permette di vedere dove ci sono problemi, capire quanto sono gravi e intervenire prima che sia troppo tardi, il tutto attraverso un monitoraggio continuo del sito nel tempo. Questo approccio risulta innovativo rispetto al passato: prima non si aveva una visione completa e, infatti, la manutenzione non era programmata; si interveniva in ritardo, quando il danno era già consistente. Un esempio rilevante fu il crollo della Schola Armaturarum nel 2010. Con il nuovo sistema si passa a una fase preventiva: manutenzione programmata (anche su tre anni) e utilizzo dell’intelligenza artificiale e interventi mirati.

Il progetto

Già dopo il crollo del 2010 era nato il Grande Progetto Pompei, finanziato dallo Stato italiano e dall’Unione Europea, che ha posto le basi per una gestione più strutturata. Il Parco Archeologico di Pompei è l’ente che gestisce tutto il sito e ha coordinato il progetto. A supportare e presentare ufficialmente l’iniziativa è stato il Ministero della Cultura, in collaborazione con altri enti fondamentali per la nascita e la concretizzazione del progetto: il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno, che ha contribuito alla parte tecnica e ingegneristica del sistema di monitoraggio, e Visivalab, che ha sviluppato la web app e il sistema digitale di raccolta e analisi dei dati. Essendo un progetto multidisciplinare, ha coinvolto architetti, ingegneri, archeologi e restauratori, che hanno lavorato per più di otto mesi sul campo, analizzando ogni angolo di Pompei.

Le dichiarazioni

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha dichiarato: “La tutela sia la sfida più grande di Pompei, oggi raccolta e fronteggiata con spirito di innovazione. Il nuovo sistema di monitoraggio offre, finalmente, una mappatura completa del sito e una conoscenza circostanziata di ogni suo elemento, a partire dalle forme di degrado e dalle dinamiche di rischio, fino alle stime dei costi da sostenere. Il gran lavoro di tutti i professionisti, i tecnici e gli operatori del Parco, ha dato forma a un modello di gestione integrata nel quale si fondono restauro, manutenzione programmata, nuove tecnologie e sostenibilità ambientale. Volendo riassumere il senso complessivo di questo operare, si potrebbe dire che Pompei è un grande laboratorio per l’idea di Tutela. Senza tralasciare un’ulteriore considerazione, tanto generale quanto essenziale: conoscere è fondamentale per intervenire e agire” . Da parte sua, il direttore del Parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, ha spiegato: ‘’Conservare Pompei è una sfida enorme, ma proprio per questo ci spinge a dare il massimo e a cercare continuamente nuove soluzioni, a esplorare tutte le possibilità di migliorare il nostro lavoro anche attraverso l’uso della tecnologia. Base fondamentale per ogni intervento di tutela del patrimonio è, uno, la consapevolezza che il patrimonio è fragile, specialmente in un sito come Pompei, e, due, una conoscenza dettagliata di tutto il sito quale condizione imprescindibile per programmare le attività di manutenzione e restauro”.