Pasqua, il messaggio di Battaglia: «Invochiamo Dio nelle macerie del mondo»
LA LETTERA AI FEDELI
4 aprile 2026
LA LETTERA AI FEDELI

Pasqua, il messaggio di Battaglia: «Invochiamo Dio nelle macerie del mondo»

Le parole dell'arcivescovo di Napoli
Andrea Ripa

Un richiamo forte, intenso, profondamente umano. Nella sua lettera di Pasqua, l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, invita i fedeli a rileggere il presente – segnato da guerre, violenze e sofferenze – alla luce di una parola tanto semplice quanto radicale: Amore.“Quando le notizie parlano di guerre senza fine, di violenze che sembrano non avere limite, dire ‘Amore’ ci impedisce di pensare a un Dio spettatore”, scrive Battaglia nella lettera dal titolo “Abbiamo bisogno di te, amore risorto”. Un passaggio che ribalta la prospettiva: Dio non come presenza distante, ma come realtà che “abita il fango, le macerie, le lacrime”.

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Nel tempo segnato da conflitti, paure e fragilità sociali, la Pasqua si propone come una luce capace di illuminare anche…

Nel cuore del messaggio pasquale c’è un invito a trasformare anche il dolore. “Davanti alla sofferenza degli innocenti – sottolinea – il nostro grido non è più solo protesta, ma diventa invocazione”. Un Dio che non osserva da lontano, ma attraversa la ferita insieme all’uomo.Il cardinale guarda anche alle fragilità quotidiane, spesso silenziose: relazioni spezzate, fallimenti, solitudini interiori. “Anche nelle nostre notti personali – scrive – dire ‘Dio è Amore’ non è una formula, ma una vicinanza che non ci lascia soli”.

Il cuore della Pasqua, secondo Battaglia, è proprio questo “rovesciamento inaudito”: la vittoria della vita sulla morte, dell’amore sulla violenza. “Dove tutto sembrava finito, la vita ricomincia. Dove la pietra sembrava definitiva, qualcosa la sposta”.

Un messaggio che intreccia fede e attualità, spiritualità e realtà concreta, e che arriva in un tempo segnato da profonde inquietudini globali e personali. Una Pasqua, dunque, non solo da celebrare, ma da vivere come scelta quotidiana di speranza.