Torre Annunziata, Palazzo Fienga: nodo sottoservizi per l’abbattimento
La demolizione
4 aprile 2026
La demolizione

Torre Annunziata, Palazzo Fienga: nodo sottoservizi per l’abbattimento

Gas, luce e acqua ricollocati prima di demolire l’ex fortino del clan
Antonio Di Martino

Per arrivare alla demolizione di Palazzo Fienga bisogna prima intervenire su ciò che non si vede: gas, acqua ed elettricità attraversano ancora l’edificio e le sue facciate, rendendo necessario lo spostamento dei sottoservizi del quartiere. La demolizione della roccaforte del clan Gionta dovrà infatti passare innanzitutto da un’operazione tecnica delicata, indispensabile per mettere in sicurezza l’area e consentire l’avvio dell’intervento più atteso.

 

All’interno dell’edificio e lungo le facciate corrono infatti i sottoservizi che alimentano una parte del quartiere: reti del gas, condotte idriche e linee elettriche che dovranno essere riposizionate prima di procedere con l’abbattimento. È questo il nodo operativo su cui si sta lavorando in queste settimane, un passaggio preliminare ma decisivo per aprire la strada alla cancellazione di uno dei simboli più ingombranti della storia recente di Torre Annunziata.

 

Il progetto riguarda l’isolato compreso tra via Bertone, via Castello e via D’Alagno e punta a eliminare un manufatto che per decenni ha segnato il tessuto urbano e sociale della città. Al suo posto l’obiettivo è restituire spazi aperti, accessibili e fruibili, dentro un disegno di trasformazione che non guarda soltanto all’abbattimento di un palazzo, ma a una ridefinizione più ampia. In questa direzione si inserisce la delibera approvata a marzo dalla Giunta guidata dal sindaco Corrado Cuccurullo, atto che integra e modifica il Protocollo d’Intesa sul futuro dello Stabilimento Militare Spolette.

 

L’accordo, sottoscritto originariamente nel 2023 con il Ministero della Difesa, il Ministero della Cultura e l’Agenzia del Demanio, è stato aggiornato dopo un percorso istituzionale avviato nel settembre 2024, con l’intento di ricondurre interventi finora distinti a una cornice unitaria. La novità più rilevante è proprio nel cambio di visione: il nuovo Protocollo supera la logica dei singoli tasselli e inserisce lo Spolettificio in un piano organico che coinvolge altri luoghi strategici del cuore cittadino come Palazzo Fienga, costruendo un sistema urbano integrato pensato per valorizzare patrimonio, funzioni pubbliche e spazi collettivi.

 

Già a febbraio, nel corso di un vertice in prefettura, Cuccurullo aveva incontrato il nuovo commissario Giuseppe Priolo e l’Agenzia del Demanio per sollecitare un’accelerazione sulla demolizione. Ora prende forma il passaggio concreto da una lunga attesa alla fase esecutiva. Prima verranno liberate le facciate e l’interno dai collegamenti essenziali che oggi servono il quartiere, poi potrà aprirsi il cantiere della demolizione. È in questo snodo, fatto di atti amministrativi, coordinamento istituzionale e interventi infrastrutturali, che si gioca una delle operazioni più significative per il futuro urbanistico di Torre Annunziata: cancellare un simbolo di potere criminale e trasformarlo in un luogo nuovo, aperto alla città.