È trascorso un anno, ma il dolore resta una ferita aperta nel cuore della penisola sorrentina e dell’area stabiese. Il prossimo 17 aprile, le comunità di Castellammare di Stabia e Vico Equense si uniranno in una giornata di memoria e preghiera per commemorare il primo anniversario della tragedia della Funivia del Monte Faito. Il programma della giornata, articolato in due momenti solenni, mira a onorare il ricordo delle quattro vittime in un abbraccio che unisce la fede religiosa e il cordoglio civile.
La preghiera sul “Gigante”
La commemorazione avrà inizio alle ore 12:00 presso il Santuario di San Michele a Faito. In questa cornice suggestiva e silenziosa, l’Arcivescovo della Diocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, Monsignor Francesco Alfano, presiederà una Santa Messa in suffragio di chi ha perso la vita nel tragico incidente. Al termine della funzione, la cerimonia si sposterà all’esterno del Santuario per un momento di profonda commozione: la deposizione di una corona di fiori presso la lapide commemorativa installata lo scorso anno, simbolo tangibile di un legame che la montagna non ha mai spezzato.
Il silenzio in città
Il secondo momento del ricordo si terrà a valle, a Castellammare di Stabia, proprio nel luogo da cui partono le cabine verso la vetta. Alle 14:30, ora esatta in cui si consumò il dramma dodici mesi fa, avrà luogo un rito civile nei pressi della stazione della Funivia. All’evento parteciperanno le massime autorità del territorio, a testimonianza di una memoria condivisa e istituzionale: Luigi Vicinanza, sindaco di Castellammare di Stabia; Giuseppe Aiello, sindaco di Vico Equense; don Catello Malafronte, rettore del Santuario di San Michele. Oltre a rappresentanti delle autorità civili e militari.
Il messaggio del Comune
«Un’occasione per rinnovare un ricordo che resta vivo nella coscienza collettiva. Non è solo un atto formale, ma il segno di una vicinanza che le nostre comunità sentono il dovere di esprimere alle famiglie colpite», si legge in una nota del Comune di Castellammare di Stabia. La giornata di mercoledì non sarà solo un momento di pianto, ma un impegno solenne affinché il ricordo delle vittime resti un monito e un patrimonio comune per tutto il territorio.

