Sorrento e Torre Annunziata, indagini chiuse: rischio scioglimento
COMMISSIONE D'ACCESSO
10 aprile 2026
COMMISSIONE D'ACCESSO
Sorrento e Torre Annunziata, indagini chiuse: rischio scioglimento
Chiuso il lavoro degli 007 della Prefettura. La relazione è a Roma
Mauro De Riso - Antonio Di Martino

Due città ancora in bilico, due Comuni a rischio scioglimento. Due realtà che stanno facendo i conti con il lavoro portato avanti dalle Commissioni d’accesso. Sorrento e Torre Annunziata, infatti, potrebbero conoscere a breve il proprio destino. A Torre Annunziata il consiglio comunale che sostiene il sindaco Corrado Cuccurullo vive giorni di tensione. La decisione finale potrebbe arrivare a breve. A Sorrento, invece, già lavora una commissione inviata dal Prefetto di Napoli e la città si starebbe preparando al voto. Anche se i rischi che, invece, le elezioni possano saltare e non si vada più al voto, resta sempre più probabile. Giorni decisivi dopo che le relazioni sono arrivate a Roma e sono finite nelle mani del ministro dell’Interno che dovrebbe decidere il futuro delle due città in tempi abbastanza rapidi. Sopratutto per Sorrento che potrebbe rinnovare il consiglio comunale.

 

Il caso Sorrento.

La commissione d’accesso nominata dalla Prefettura di Napoli potrebbe aver concluso rapidamente le proprie verifiche sul Comune di Sorrento, aprendo la strada a una possibile decisione del Consiglio dei Ministri prima della scadenza elettorale, per comprendere se ci sono i presupposti per uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Dal 6 marzo, il viceprefetto Vincenzo Chietti, il capitano della Guardia di Finanza Francesco Tartaglione, il luogotenente dei Carabinieri Giuseppe Donno e l’ispettore di polizia Carmine Mascolo hanno analizzato atti amministrativi e appalti pubblici. Tra i focus, ci sarebbe stata una particolare attenzione su presunti abusi edilizi e su uno scenario contrassegnato da interferenze e intimidazioni. Tra i casi più delicati figurerebbe anche l’aggressione subita da un ambientalista che aveva presentato esposti bloccando un progetto per la costruzione di un’autorimessa. Sullo sfondo dell’ispezione della commissione, resta poi l’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento”, con presunti favori, tangenti e appalti pilotati. Una vicenda culminata nell’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola. Qualora dovesse sopraggiungere uno scioglimento, sarebbe nominata una commissione straordinaria che guiderà il Comune per 18 mesi, con conseguente slittamento delle elezioni. In questo scenario, il candidato sindaco Ferdinando Pinto ha lanciato di recente un appello diretto alla città: «Sorrento non merita di essere trascinata nel fango. Esiste una maggioranza silenziosa di lavoratori e lavoratrici, di imprenditori e imprenditrici, di famiglie che ogni giorno tengono in piedi questa città con il proprio impegno e la propria dignità», aggiunge, invitando la comunità a resistere di fronte all’incertezza. Pinto ha rilanciato anche il suo impegno per il futuro: «Noi restiamo qui e andiamo avanti. Continueremo a lavorare per rimettere in piedi Sorrento e restituirle ciò che merita». Tra verifiche istituzionali e tensioni politiche, Sorrento resta sospesa tra timori e attese: la città guarda agli sviluppi della commissione e alle decisioni che potrebbero cambiare il proprio destino amministrativo.

Il caso Torre Annunziata

È passata una settimana dalla conclusione dei lavori della commissione d’accesso e a Torre Annunziata l’attesa è diventata il vero centro della scena. Dopo tre mesi di verifiche serrate, chiuse senza proroghe, ora tutto è affidato alla relazione finale, il documento che dovrà indirizzare la decisione sul futuro dell’ente oplontino. La fase operativa si è conclusa, ma quella decisiva deve ancora iniziare: la valutazione politica e istituzionale degli esiti dell’ispezione.La commissione, insediata il 2 gennaio, ha lavorato in tempi rapidi analizzando atti, procedure e assetti amministrativi, ascoltando dirigenti ed ex dirigenti e concentrando l’attenzione sui settori più sensibili. Un’attività intensa che ha portato alla redazione della relazione conclusiva, ora al centro dell’iter previsto dalla normativa. Il passaggio successivo sarà infatti quello più delicato: il documento dovrà essere esaminato dagli organi competenti fino ad arrivare al Consiglio dei ministri, chiamato a stabilire se sussistano o meno le condizioni per lo scioglimento del Comune.È su questo snodo che si concentra l’attenzione della città. L’esito della valutazione determinerà infatti il destino dell’amministrazione e l’assetto istituzionale dei prossimi mesi. In caso di scioglimento, si aprirebbe la strada a un nuovo commissariamento della durata di 18 mesi, con la gestione affidata a un organo straordinario. In caso contrario, potrebbero arrivare prescrizioni senza conseguenze sulla continuità amministrativa.Nel frattempo, il clima resta sospeso tra attesa e incertezza. Le verifiche si sono chiuse in tempi brevi, ma il loro peso si misurerà nelle prossime settimane, quando la relazione uscirà dall’ambito riservato per tradursi in una decisione capace di segnare in modo netto il futuro del Comune di Torre Annunziata.