Camorra, via al processo in appello a boss e affiliati del clan Cesarano
CAMORRA
11 aprile 2026
CAMORRA

Camorra, via al processo in appello a boss e affiliati del clan Cesarano

È iniziato davanti alla Corte d’Appello di Napoli il secondo grado di giudizio dello stralcio del processo «Vichinghi bis» scaturito da un’inchiesta sul clan Cesarano, la cosca con base a Ponte Persica.
Michele De Feo

È iniziato davanti alla Corte d’Appello di Napoli il secondo grado di giudizio dello stralcio del processo «Vichinghi bis» scaturito da un’inchiesta sul clan Cesarano, la cosca con base a Ponte Persica.

ESCLUSIVA M+| Ordini dal 41 bis, indagato il padrino del clan Cesarano di Castellammare

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Il padrino della cosca di Ponte Persica comanderebbe ancora il clan Cesarano nonostante sia recluso al 41bis. E avrebbe dato…

Nel corso dell’udienza, la Procura generale ha chiesto la conferma integrale delle condanne inflitte in primo grado, ribadendo la solidità dell’impianto accusatorio costruito dalla Direzione distrettuale antimafia.

Castellammare, uccise il suo rivale nella faida, il boss del clan Cesarano sceglie il rito abbreviato

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Ha scelto il rito abbreviato Luigi Di Martino alias ‘o profeta, accusato di aver ammazzato Tommaso Covito il 12 novembre…

Una linea netta, che punta a consolidare quanto già stabilito dai giudici di Torre Annunziata, i quali avevano inflitto pene anche superiori rispetto alle richieste iniziali dell’accusa.

Castellammare. Chiesti 14 anni di carcere per il colonnello del clan Cesarano di Ponte Persica

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Quattordici anni di carcere per Giovanni Cafiero, 8 anni e 8 mesi per Pasquale Rosa, 6 anni per Domenico Aprea,…

Al centro del procedimento resta la figura di Giovanni Cafiero, ritenuto uno dei capi promotori dell’organizzazione criminale. Per lui, in primo grado, era stata disposta una condanna a 15 anni di reclusione.

Castellammare, lettere in carcere tra il boss e il padrino del clan Cesarano: scatta l’inchiesta dell’Antimafia

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Certi rapporti non cessano mai di esistere nonostante a separarli ci siano le sbarre di due carceri distanti centinaia di…

La Procura generale ha insistito sulla necessità di confermare la pena, evidenziando il ruolo di raccordo che Cafiero avrebbe svolto tra l’esterno e i vertici del clan, nonostante la sua incensuratezza precedente all’inchiesta.

Castellammare, arrestato un esattore del clan Cesarano

Castellammare, arrestato un esattore del clan Cesarano

E' stato arrestato dai carabinieri nei giorni scorsi e condotto nel carcere di Pisa per scontare una pena residua di…

Richiesta di conferma anche per Pasquale Rosa, condannato a 10 anni con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico, e per Domenico Aprea, Vincenzo D’Apice e Domenico D’Apice, coinvolti a vario titolo tra estorsioni e reati commessi durante la detenzione, tra cui l’introduzione di telefoni cellulari in carcere.

Castellammare, Le mire dei clan Cesarano e D’Alessandro sui lavori della Circum

Castellammare, Le mire dei clan Cesarano e D'Alessandro sui lavori della Circum

Esiste un accordo tra i clan D’Alessandro e Cesarano per spartirsi i proventi illeciti sui lavori che si stanno eseguendo…

Nel corso dell’udienza, la pubblica accusa ha richiamato gli elementi già emersi nel dibattimento di primo grado: intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e riscontri investigativi che delineano, secondo l’accusa, una struttura organizzata e radicata sul territorio.

Un sistema capace di mantenere operatività e controllo anche attraverso figure apparentemente insospettabili. La difesa, dal canto suo, ha preannunciato battaglia, puntando a smontare punto per punto la ricostruzione accusatoria e a ottenere una revisione delle condanne.

In particolare, gli avvocati di Cafiero continuano a sostenere l’estraneità del loro assistito ai fatti contestati, insistendo sull’assenza di prove dirette di un suo coinvolgimento nelle attività del clan.

L’uomo per la Dda sarebbe stato l’anello di congiunzione del padrino ergastolano al 41 bis Gaetano Cesarano e l’esterno. Recentemente è stata respinta per la gravità indiziaria un’ordinanza di custodia cautelare a carico del padrino di Ponte Persica proprio per gli ordini che avrebbe dato dal carcere duro. Ordinanza che la difesa di Cafiero utilizzerà a difesa del suo assistito.