Castellammare-Gragnano: polemiche sul progetto del Bus Rapid Transit, l’affondo di Stabia Unica
LO SCONTRO
11 aprile 2026
LO SCONTRO
Castellammare-Gragnano: polemiche sul progetto del Bus Rapid Transit, l’affondo di Stabia Unica
Fortemente critico il consigliere comunale Antonio Federico
Pietro Costante

Bus tra Castellammare e Gragnano, polemiche sul progetto. «Altro che mobilità del futuro: qui siamo alla glorificazione del ripiego». È durissimo il giudizio del gruppo consiliare Stabia Unica. L’affondo in una nota firmata dal consigliere Antonio Federico. Si critica la trasformazione del progetto infrastrutturale da tram veloce a sistema BRT (Bus Rapid Transit).

«Ancora una volta – si legge nel comunicato – il capolavoro è servito. Prendere un progetto ambizioso, smontarlo pezzo per pezzo e presentare il risultato come un successo». Nel mirino finisce il passaggio da un’infrastruttura su ferro a un sistema su gomma: «Non è un’evoluzione, ma una ritirata strategica travestita da innovazione».

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Secondo Stabia Unica, per anni ai cittadini sarebbe stata «raccontata la favola della svolta infrastrutturale». La promessa di un sistema moderno e integrato capace di cambiare la mobilità intercomunale. «Oggi resta un BRT, cioè autobus su corsia dedicata: esattamente ciò che si sceglie quando non si riesce a fare altro».

Particolarmente critico il passaggio sul presunto risparmio economico: «Trenta milioni in meno? Il minimo sindacale se si passa da un sistema ferroviario a uno su gomma. Non è efficienza, è ridimensionamento, se non resa».

Il paragone è netto: «È come vantarsi di aver comprato una bicicletta dopo aver promesso un’autostrada». Nel comunicato si accusa inoltre una “riscrittura della narrazione”. «Da fallimento a scelta strategica, da incapacità a visione sostenibile». Una dinamica che, secondo il gruppo, si ripeterebbe: «Si cambiano i progetti, si abbassano gli obiettivi e si celebrano i tagli come conquiste».

La posizione è chiara anche sul piano programmatico. «Questo non è il progetto dei Contratti Istituzionali di Sviluppo e non è ciò che serviva davvero al territorio». Da qui l’accusa di una gestione «che naviga a vista», incapace di portare a compimento quanto annunciato.

«I cittadini – conclude Federico – restano con una certezza: ogni grande progetto viene prima ridotto e poi rivenduto come un trionfo. Con tanto di conferenza stampa». Un attacco frontale che riaccende il dibattito sulla mobilità e sull’utilizzo delle risorse pubbliche nel territorio stabiese.