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Il cardinale di Napoli, Don Mimmo Battaglia, si rivolge ai giovani durante i funerali di Fabio Ascione e si commuove. Il suo è un appello forte, semplice e diretto.
Durante l’omelia, accanto al dolore della famiglia, trova parole anche per la madre Rita e per gli amici del ragazzo. A un certo punto si interrompe. L’emozione prende il sopravvento.
«A tutti voi giovani di questo quartiere. Voi che oggi vi sentite smarriti, arrabbiati, feriti. Impauriti da una roulette russa impazzita e imprevedibile. Ragazzi, vi prego, non lasciate che questo dolore diventi chiusura. Non lasciate che diventi rabbia che distrugge. Fatelo diventare scelta. Scelta di vita. Scelta di bene. Scelta di non entrare in quella spirale violenta che toglie tutto. Non permettete che vi rubino la speranza. Non permettete che vi mettano addosso etichette che non vi appartengono».
Il messaggio è chiaro: bisogna reagire, non abituarsi.
«Oggi dobbiamo avere il coraggio di una parola netta: basta. Basta con l’assuefazione. Basta con i copioni già scritti. Basta con il voltarsi dall’altra parte. Perché il vero scandalo non è solo la violenza. Il vero scandalo è abituarsi alla violenza».
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«Serve un cambio di passo che coinvolga tutti: istituzioni, scuola, famiglie, Chiesa, associazioni. Serve dare più forza a un patto educativo che incida davvero nella vita quotidiana. Andando oltre la repressione. Ricordando che la sicurezza nasce da prevenzione ed educazione. Serve che ognuno si senta responsabile. Non spettatore. Perché nessun ragazzo si salva da solo. E nessuna città si salva se lascia indietro i suoi figli».
Infine, uno sguardo alla comunità di Ponticelli.
«Amiche e amici di Ponticelli, questo quartiere non è solo il luogo del dolore. È il luogo di famiglie che resistono. Di persone perbene e di giovani che vogliono vivere».