Cinque mesi dopo il debutto sul mercato asiatico, Pad 8 di Xiaomi è arrivato anche in Italia con un’ambizione dichiarata e difficile da ignorare. Non vuole essere l’ennesimo tablet Android pensato solo per lo streaming, la navigazione web e il gaming leggero, ma un dispositivo che punta a occupare uno spazio più vicino a quello di un computer portatile. È un territorio che il mondo Android esplora da anni, senza mai trovare la giusta sintesi tra hardware, software ed esperienza d’uso. Pad 8 ci prova con un approccio più maturo, mettendo insieme potenza, design sottile e un ecosistema costruito attorno alla produttività.
Il nuovo tablet di Xiaomi non è solo un grande schermo portatile, ma un dispositivo pensato per accompagnare la giornata tra documenti, videochiamate, note scritte a mano, multitasking e mobilità vera. Il progetto si regge su pilastri concreti come il display da 11,2 pollici in formato 3:2, il chip Snapdragon 8s Gen 4, la batteria da 9.200 mAh e il Workstation Mode, completati dagli accessori Focus Keyboard e Focus Pen Pro, che definiscono con precisione la vocazione produttiva della proposta.
Dopo settimane di utilizzo reale, tra giornate di lavoro, spostamenti, riunioni e momenti di pausa, la sensazione è che Xiaomi abbia fatto un ottimo lavoro. Pad 8 convince soprattutto quando entra nella routine quotidiana, nei viaggi in treno, nelle ore passate a scrivere, nelle call, nella gestione rapida di allegati e browser, e nella possibilità di passare dalla tastiera alla penna senza soluzione di continuità. È in questi contesti che il tablet esprime al meglio la propria identità e riesce, almeno in parte, a far dimenticare la necessità di un notebook per le attività più operative. Non è un dispositivo perfetto e non elimina tutti i limiti strutturali del mondo Android in formato tablet, ma, a nostro avviso, è uno dei pochi prodotti della categoria capaci di avanzare una candidatura credibile.
Xiaomi ha trovato un equilibrio convincente tra dimensioni generose e portabilità reale, come appare fin dal primo contatto.
Il telaio unibody in metallo è ben rifinito e restituisce un’impressione premium senza eccessi, mentre lo spessore di 5,75 mm e il peso di 485 grammi lo rendono solido ma mai affaticante, anche quando lo si tiene in mano a lungo per leggere documenti, prendere appunti al volo o recuperare email fuori ufficio.
Non è un tablet compatto, né vuole esserlo. L’ampio display da 11,2 pollici è una scelta precisa, pensata per favorire produttività, consultazione di documenti e lavoro in mobilità. Eppure, nell’uso quotidiano, non risulta mai ingombrante.

In borsa si inserisce senza difficoltà, sul tavolino del treno o in una riunione improvvisata occupa il giusto, e in mano è sempre ben bilanciato. Xiaomi ha trovato un buon equilibrio tra dimensione utile e portabilità reale. Anche dopo sessioni prolungate di scrittura con la tastiera o di annotazione con la penna, la base del progetto continua a restituire coerenza.
Anche dal punto di vista estetico la scelta è chiara. Le linee sono pulite, le finiture sobrie e l’insieme comunica l’idea di un prodotto serio, essenziale, progettato prima di tutto per essere usato.

Le colorazioni Gray, Blue e Pine Green non tradiscono la natura del dispositivo, ma gli danno abbastanza personalità da non farlo sembrare l’ennesimo tablet anonimo. Anche il blocco fotografico posteriore è integrato in modo discreto e non compromette il profilo complessivo, che rimane elegante e pulito.

Uno degli elementi che più contribuiscono a far percepire Pad 8 come un potenziale ufficio mobile è il display. Il pannello IPS LCD da 11,2 pollici, con risoluzione 3.200 x 2.136 pixel, densità di 345 ppi, refresh rate fino a 144 Hz, luminosità dichiarata fino a 800 nit, supporto DCI-P3, Dolby Vision, HDR10 e profondità colore a 12 bit, offre una dotazione tecnica di alto livello, ma il vero valore aggiunto sta soprattutto nel formato 3:2. È questa scelta a cambiare concretamente l’esperienza d’uso, perché mette a disposizione una superficie più adatta a documenti, PDF, pagine web, presentazioni e fogli di calcolo, avvicinando la sensazione d’uso più a quella di un computer compatto che a quella di un tablet pensato soprattutto per video e social.
Nell’uso quotidiano questo si traduce in un vantaggio evidente. Scrivere un articolo, revisionare un testo o lavorare su un file condiviso risulta più naturale, sia in orizzontale, dove l’interfaccia ha più respiro, che in verticale, dove la maggiore estensione torna particolarmente utile per lettura e scrittura. Nel corso delle settimane di prova abbiamo trovato il pannello convincente quasi in ogni scenario, con testi piccoli sempre leggibili, colonne fitte ben gestite e una resa generale nitida e piacevole anche nella fruizione di contenuti multimediali.

A fare la differenza contribuisce anche la fluidità garantita dai 144 Hz, che rende ogni interazione più pronta e reattiva, dallo scorrimento delle pagine alle animazioni di sistema.
Sul piano della qualità video il giudizio resta molto positivo, pur con i limiti fisiologici di un LCD rispetto a un OLED. Il contrasto è buono, ma nelle scene più scure il nero tende inevitabilmente verso il grigio scuro, senza quella profondità che caratterizza i pannelli organici. Non è un difetto che compromette l’esperienza, ma è uno di quei dettagli che emergono con uno sguardo più attento. Qualche riserva riguarda anche la luminosità automatica, che in alcune situazioni ci è sembrata un po’ conservativa, richiedendo un intervento manuale per valorizzare meglio i contenuti HDR.
Molto positiva, invece, tutta la componente legata al comfort visivo. Le certificazioni TÜV Rheinland per bassa luce blu hardware, assenza di flicker e profilo circadiano hanno un impatto concreto nelle sessioni prolungate, dove l’affaticamento resta contenuto. A questo si aggiungono la modalità lettura, le opzioni di calibrazione e il supporto Wet Touch, che aumentano la versatilità dello schermo anche fuori casa. Nel complesso, è proprio il display a rendere Pad 8 uno dei tablet più credibili per chi cerca un dispositivo orientato alla produttività, senza rinunciare a una buona esperienza multimediale.

Pad 8 si affida a un processore Snapdragon 8s Gen 4 realizzato a 4 nm, affiancato da 8 GB di RAM LPDDR5X e da storage UFS 3.1 nel taglio da 128 GB oppure UFS 4.1 nella versione da 256 GB. Nell’uso quotidiano questa piattaforma offre performance impeccabili. Tutto gira con naturalezza, dall’apertura delle app al passaggio tra finestre, dalla gestione di documenti pesanti alla navigazione con molte schede aperte, fino allo streaming affiancato a chat e appunti.
Quello che colpisce davvero è la continuità. Il tablet è veloce quando si inizia a lavorare, resta veloce dopo un’ora, continua a rispondere bene anche quando si passa dalla tastiera alla penna, dal browser a una call, dal PDF a un editor di testo. È proprio questo che ci si aspetta da un dispositivo che ambisce a essere uno strumento produttivo e non solo un secondo schermo da intrattenimento.
Anche sul fronte grafico la piattaforma offre un margine adeguato, con prestazioni convincenti nei giochi compatibili ad alto frame rate, dove emerge una riserva di potenza superiore alla media della fascia di prezzo.
La configurazione con 8 GB di RAM è equilibrata, mentre lo storage richiede una scelta più attenta. L’assenza di espansione tramite microSD impone di valutare fin dall’inizio le proprie esigenze. Per un utilizzo centrato su cloud, lavoro leggero e streaming, il taglio da 128 GB può essere sufficiente, ma chi prevede di gestire file offline, contenuti video, PDF complessi e numerose applicazioni troverà più adatta la versione da 256 GB, che offre anche una memoria più veloce.

Se l’hardware convince, è sul software che il giudizio richiede maggiore equilibrio. Pad 8 con HyperOS 3 basato su Android 16 propone un ambiente pensato per migliorare la produttività in mobilità. La Workstation Mode, le finestre fluttuanti, il multiwindow, il drag and drop tra app e schede costruiscono un’esperienza più vicina a quella di una vera postazione di lavoro.

A questo si aggiungono le funzioni AI, tra cui scrittura assistita, traduzione conversazionale, calcolatrice AI e servizi collegati a HyperAI, insieme al supporto per Gemini, Quick Share e agli strumenti di integrazione nell’ecosistema Xiaomi, come clipboard condivisa, sincronizzazione di notifiche, chiamate e rete, oltre a Smart Hub.

Nell’uso quotidiano, molte di queste funzioni si dimostrano davvero utili. Il Workstation Mode è probabilmente l’elemento che incide di più, perché rende immediato tenere aperte le applicazioni essenziali e passare velocemente da un’attività all’altra.

Anche la possibilità di organizzare le finestre in rapporti diversi, compreso il formato 1:9, non è un semplice esercizio estetico, ma uno strumento concreto per usare il tablet come supporto simultaneo per scrittura, consultazione e presa di appunti. Per chi segue videolezioni, partecipa a riunioni o lavora su documenti e note in parallelo, questo approccio si rivela più utile di quanto possa sembrare a prima vista.
Detto questo, HyperOS 3 non è ancora capace di sparire del tutto dietro il lavoro dell’utente. Restano alcune rigidità, qualche sovrapposizione nell’interfaccia e una sensazione generale per cui il sistema, pur più maturo e articolato rispetto al passato, non raggiunge sempre la pulizia che vorremmo da una piattaforma davvero rifinita per un uso professionale continuativo. L’ambizione è corretta e in molti casi anche centrata, ma la rifinitura non è ancora impeccabile. Il risultato è un ambiente ricco e spesso brillante, capace di rendere naturale la gestione di una call mentre si prendono appunti o la consultazione di un documento mentre si scrive, ma ancora bisognoso di qualche ulteriore limatura.
Se da solo è un ottimo tablet, è con Focus Keyboard e Focus Pen Pro che Pad 8 diventa un dispositivo credibile in ottica produttiva.

La Focus Keyboard non aggiunge soltanto una digitazione completa, ma anche un trackpad (c’è anche una versione senza) e una struttura più stabile, elementi che incidono in modo concreto sul lavoro quotidiano.
Nel complesso la sensazione è positiva. I tasti offrono una risposta adeguata al formato, il trackpad può essere utile quando serve maggiore precisione e l’insieme riesce a creare una postazione mobile credibile sia su una scrivania che in situazioni meno comode, come un treno, una sala d’attesa o un divano. Proprio questa capacità di adattarsi a contesti diversi è uno degli aspetti meglio riusciti, perché consente di scrivere un documento in hotel, rispondere a una lunga serie di messaggi o ritoccare una presentazione durante uno spostamento con una naturalezza sorprendente.

La Focus Pen Pro completa questo passaggio. Il fissaggio magnetico laterale e la ricarica magnetica la rendono pratica da portare sempre con sé, mentre la risposta sullo schermo è convincente nella scrittura, nel disegno e nella navigazione più precisa. L’abbiamo trovata particolarmente utile nelle annotazioni su PDF, nelle correzioni rapide dei documenti e negli appunti presi a mano durante le riunioni. Non è solo uno strumento creativo, ma un accessorio che entra a pieno titolo nel flusso di produttività, soprattutto per chi alterna testo e note visive nello stesso lavoro.
Non tutto è perfetto nel Pad 8. Qualche imprecisione software, qualche comportamento non sempre impeccabile nella gestione della tastiera, della pen o delle gesture avanzate, ricorda che siamo ancora in una fase di evoluzione dell’ecosistema. La direzione è però quella giusta, e l’esperienza complessiva resta convincente.

Pur avendo una chiara vocazione per la produttività, Pad 8 non mette in secondo piano l’intrattenimento. I quattro altoparlanti con supporto Dolby Atmos offrono un suono pieno e convincente, superiore a quello che spesso si incontra in questa fascia. Non possono sostituire cuffie di qualità o uno speaker dedicato, ma per serie TV, video, musica in sottofondo e chiamate in viva voce si dimostrano del tutto adeguati. È proprio qui che il tablet mostra bene la sua natura versatile, accompagnando il lavoro durante il giorno e adattandosi con naturalezza ai contenuti multimediali nel tempo libero.
Anche il comparto fotografico va letto nella giusta prospettiva. Il sensore posteriore da 13 megapixel e la fotocamera anteriore da 8 megapixel, collocata sul lato lungo, rispondono bene alle esigenze tipiche di un dispositivo di questo tipo. La posizione della frontale è particolarmente azzeccata per le videochiamate in orizzontale, un aspetto importante per meeting, lezioni online e chiamate di lavoro in mobilità. Per scansioni rapide, documenti e qualche scatto occasionale il risultato è più che sufficiente, ma resta chiaro che le fotocamere non rappresentano il vero motivo d’acquisto di questo tablet.
Più interessante, soprattutto in chiave professionale, è invece la dotazione di connettività. Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, USB-C 3.2 Gen 1, supporto OTG, uscita video tramite DisplayPort Alt Mode 1.2 e compatibilità con Miracast, Chromecast e DLNA rendono il dispositivo molto flessibile. Collegare unità esterne, proiettare una presentazione, usare un monitor compatibile o passare con facilità da un ambiente all’altro è esattamente ciò che ci aspettiamo da un prodotto che vuole collocarsi a metà strada tra tablet e PC.

La batteria da 9.200 mAh è uno degli aspetti più solidi del progetto e, nell’uso reale, sostiene con efficacia sia la vocazione produttiva che quella multimediale del Pad 8.
Nelle nostre giornate tipo, tra browser, videoscrittura, note con penna, musica, video, call e un po’ di intrattenimento serale, il tablet è arrivato a fine giornata sempre senza difficoltà e con un margine residuo rassicurante. È un risultato che non dipende da un impiego prudente, perché anche aumentando la luminosità, sfruttando il refresh elevato e alternando più app in multitasking il comportamento resta convincente.
Questo si traduce in un’esperienza d’uso più libera, che permette di uscire di casa portando solo il tablet senza l’ansia del caricabatterie, un vantaggio che in viaggio si apprezza ancora di più e che avvicina il dispositivo a un notebook leggero più che a un classico tablet.
I dati dichiarati da Xiaomi, pari a 17,78 ore di streaming video continuo e 13,25 ore di riunioni online, vanno letti con la consueta cautela ma trovano un riscontro credibile in una tenuta generale molto convincente.
La ricarica a 45 W è adeguata al posizionamento del prodotto, pur non essendo tra le più rapide della categoria, mentre l’assenza dell’alimentatore in confezione è una scelta, a nostro avviso, poco felice, soprattutto per un dispositivo pensato anche per chi vuole uno strumento di lavoro pronto all’uso. A rendere il quadro più flessibile contribuiscono la compatibilità con più protocolli di ricarica e la presenza della ricarica cablata inversa fino a 22,5 W, utile in alcune situazioni.
Pad 8 ha prezzi di listino di 449,90 euro per la versione 8/128 GB e di 499,90 euro per quella 8/256 GB. Al momento, su Amazon la variante 8/128 GB con Keyboard inclusa, accessorio dal valore di 119,90 euro, è proposta a 479,90 euro, mentre la versione 8/256 GB è disponibile in offerta a 459,90 euro.
Non è il tablet più economico in circolazione, ma è un prodotto che punta chiaramente a offrire qualcosa in più, soprattutto in termini di produttività. Considerando qualità costruttiva, display, prestazioni ed ecosistema di accessori, il rapporto qualità-prezzo risulta convincente, a patto di non considerarlo un semplice tablet, ma un dispositivo ibrido che punta a ridurre la distanza tra tablet e PC.
Non è ancora il sostituto definitivo del notebook, ma è molto più vicino di quanto fossimo abituati a vedere nel mondo Android. Funziona perché non si limita a promettere, costruisce un’esperienza concreta attorno a quella promessa. Si integra bene nella quotidianità, si adatta ai ritmi di lavoro, offre strumenti reali per la produttività e riesce anche a essere un ottimo dispositivo per il tempo libero.
Restano alcuni limiti, soprattutto lato software, ma non è questo il punto. Il punto è che Pad 8 dimostra come l’idea di un tablet Android capace di trasformarsi in un ufficio mobile non sia più soltanto un’ambizione, ma una possibilità concreta, ancora imperfetta, ma finalmente credibile.
Gennaro Annunziata

