Sorrento, il «sistema» degli appalti: nomine su indicazione e gare pilotate
SISTEMA SORRENTO
14 aprile 2026
SISTEMA SORRENTO
Sorrento, il «sistema» degli appalti: nomine su indicazione e gare pilotate
Focus su commissioni, gare già orientate nelle fasi preliminari e possibile frazionamento degli appalti per ricorrere ad affidamenti diretti.
Michele De Feo

Le gare che sembrano aperte ma non lo sarebbero davvero. E una rete di passaggi amministrativi che, secondo gli inquirenti, non seguirebbe soltanto la logica della trasparenza formale. È su questi snodi che si concentra l’ultima lettura investigativa del cosiddetto Sistema Sorrento, al centro di una nuova svolta giudiziaria.

L’indagine. Venerdì scorso, infatti, l’inchiesta coordinata dalla procura di Torre Annunziata e condotta in collaborazione con la guardia di finanza ha registrato la convocazione di 15 persone per interrogatorio nei prossimi giorni. Un passaggio che rafforza l’attenzione su un impianto accusatorio che ipotizza un meccanismo articolato di gestione degli appalti pubblici. E, secondo gli sviluppi più recenti, anche dei concorsi.

L’ex sindaco. Secondo gli investigatori, al vertice del sistema ci sarebbe stato l’ex sindaco Massimo Coppola. Indicato come figura attorno alla quale si sarebbe sviluppata una rete in grado di incidere su più livelli della macchina amministrativa, dalla fase iniziale delle procedure fino all’aggiudicazione finale. In questo contesto, gli atti descrivono un possibile schema in cui le gare, pur formalmente regolari, sarebbero state condizionate già nelle fasi preliminari.

Le commissioni. Un ruolo centrale sarebbe attribuito alla composizione delle commissioni giudicatrici. Nel caso della campagna marketing, emergerebbe una dinamica di nomine «su indicazione». Interpretata dagli inquirenti come una possibile regia preventiva nella scelta dei componen. Figure chiave per la gestione dei passaggi amministrativi. In alcuni casi, il quadro delineato mostrerebbe gare solo apparentemente competitive.

Il teatro. Per il Teatro Tasso, ad esempio, gli atti evidenziano la partecipazione di «solo due ditte, entrambe riconducibili allo stesso centro di interessi». Elemento che, secondo l’impostazione accusatoria, ridurrebbe la concorrenza a una formalità.

Lo stadio. Più complessa la vicenda dello stadio Italia, dove la documentazione tecnica risulterebbe predisposta prima dell’avvio ufficiale della procedura. La «predisposizione della documentazione tecnica […] da parte di soggetto collegato» e la successiva consegna degli elaborati «agli imprenditori preselezionati» delineerebbero una fase anticipata della gara. Potenzialmente già orientata nell’esito.

Il frazionamento. Nel quadro complessivo rientrerebbe anche il frazionamento degli appalti, indicato come possibile strumento per aggirare le soglie previste e ricorrere agli affidamenti diretti. Una modalità definita «artificiosa» negli atti. Che avrebbe consentito di ridurre controlli e aumentare i margini di discrezionalità. Il mosaico investigativo che emerge è quello di una possibile regia distribuita su più livelli. Dalle nomine delle commissioni alla gestione delle procedure, fino alla selezione dei soggetti coinvolti.