Due provvedimenti di sequestro hanno coinvolto due uomini ritenuti vicini al clan camorristico dei Casalesi. Il valore complessivo dei beni ammonterebbe a circa due milioni di euro.
I provvedimenti sono statu emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Le persone coinvolte sono un imprenditore edile e un affiliato storico del clan. L’imprenditore è risultato legato alla famiglia Schiavone per la gestione di aziende e per le attività di riciclaggio e reimpiego. Il coinvolgimento al clan era già noto con la condanna comminata nel processo “Spartacus” per associazione di tipo mafioso. Al tempo, le indagini che lo videro coinvolto evidenziarono la figura criminale e imprenditoriale dell’uomo il quale, da un lato gestiva le attività commerciali attraverso il sistema delle scatole cinesi, dall’altro si occupava del reimpiego dei capitali.
Il secondo destinatario della misura è un parente dell’uomo. Egli forniva aiuto nella gestione di aziende edili, alcune delle quali riconducibili a lui e altre a terzi soggetti. Contemporaneamente è stata eseguita un’altra ordinanza nei confronti di altro affiliato al clan. L’uomo aveva compiti nel campo delle estorsioni eseguendo gli ordini provenienti dai parenti dei detenuti. Inoltre, era il tramite per i rapporti con il mondo politico. All’epoca dei fatti a lui contestati collaborava con un politico che aveva già rivestito la carica di assessore nel Comune di Casal di Principe.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro di quattro società, cinque beni immobili, due auto e 24 rapporti finanziari per un valore complessivo di oltre due milioni di euro.

