Sarno, a due mesi dal brutale omicidio riapre la panetteria che fu di Gaetano Russo
LA STORIA
15 aprile 2026
LA STORIA

Sarno, a due mesi dal brutale omicidio riapre la panetteria che fu di Gaetano Russo

Il locale sarà gestito dai familiari dell'uomo ucciso nella sua attività
Mario Memoli

A due mesi dalla brutale uccisione di Gaetano Russo, ha riaperto la storica salumeria-panetteria di piazza Sabotino, a Sarno. L’attività continuerà a vivere grazie alla moglie e ai figli. Hanno deciso di portarla avanti nel segno della continuità e della memoria.

A 70 giorni da quella tragica notte, la famiglia ha riacceso il forno. Compiendo anche un gesto simbolico: il primo panino sfornato è stato portato sulla tomba di Gaetano. Un modo per sentirlo ancora presente e condividere con lui questo nuovo inizio. “Metteremo tutto l’impegno per renderti fiero anche da lassù”, è la promessa che i figli — Maria Angela, Raimondo e Cristina — hanno rivolto al padre.

Parole cariche di dolore ma anche di determinazione, affidate ai social: “Vita mia, abbiamo acceso il forno. Raimondo ha fatto il pane, spero tu sia orgoglioso da lassù. L’ho portato da te subito, come ho fatto sempre quando avevo qualcosa di bello da mostrarti. Correvo da te per avere la tua approvazione, un consiglio. Hai impastato una vita di bene, non solo il pane, ma soprattutto sentimenti ed umanità nel nostro cuore”.

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Un messaggio straziante, condiviso con la madre, che racconta il vuoto lasciato. Ma anche la volontà di andare avanti. “Ci manchi papà, anche se a volte manca la forza nelle mani, anche se il cuore lo sentiamo in mille pezzi, anche se i nostri occhi continuano a cercarti. Casa è vuota senza di te”.

La riapertura rappresenta molto più della ripresa di un’attività commerciale. E’ la scelta di custodire un’eredità fatta di sacrifici, dedizione e legami umani costruiti negli anni dietro il bancone. La bottega di piazza Sabotino, infatti, non era soltanto un negozio, ma un punto di riferimento per l’intera comunità. Il ricordo di quella sera resta ancora vivo. Gaetano Russo fu ucciso all’inizio di febbraio proprio nel suo negozio, mentre difendeva la figlia da una richiesta di denaro.

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L’aggressore, Andrea Sirica, lo colpì con decine di coltellate. Arrestato in flagranza, fu fermato dalla polizia che riuscì a sottrarlo al linciaggio, nonostante la sua resistenza. Nel pomeriggio precedente al delitto — come riferito dal parroco don Antonio della chiesa di San Teodoro Martire — Sirica si era presentato in chiesa poco prima della funzione delle 18.30, disturbando i fedeli e venendo poi allontanato.

Nella notte, la tragedia che ha sconvolto Sarno. L’inchiesta per omicidio volontario aggravato da futili motivi — per il quale l’indagato rischia l’ergastolo o una condanna fino a 30 anni — dovrebbe a breve sfociare nel processo. È già stato invece disposto il giudizio per l’aggressione ai poliziotti: il procedimento è stato incardinato e inizierà a maggio. Intanto, la riapertura della salumeria-panetteria segna un primo, difficile passo verso il ritorno alla normalità, nel ricordo di Gaetano e nel segno della sua eredità.