Fiume Sarno. Costa: «Premiato l'impegno dei parlamentari sul territorio»
"Esprimo vivo apprezzamento per il lavoro della Procura della Repubblica di Torre Annunziata e del Procuratore Nunzio Fragliasso, che con…
Blitz dei Carabinieri per la tutela ambientale nel cuore della costa vesuviana. Il 13 aprile i militari del Gruppo di Napoli, insieme al Comando provinciale, hanno sequestrato un cantiere nautico a Torre Annunziata al termine di un’indagine coordinata dalla Procura oplontina nell’ambito dell’operazione “Rinascita Sarno”. Al centro dell’inchiesta un’attività di rimessaggio e riparazione di imbarcazioni, risultata — secondo gli accertamenti — completamente priva delle necessarie autorizzazioni ambientali. Contestati reati gravi: scarico abusivo di reflui industriali, emissioni in atmosfera senza permessi e gestione illecita di rifiuti. Il cantiere nautico finito sotto la lente di ingrandimento della procura è quello denominato Nautica Amitrano.
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Le indagini, condotte con il supporto tecnico dell’ARPAC, hanno fatto emergere un quadro allarmante. Le lavorazioni, comprese verniciatura e manutenzione delle barche, avvenivano senza alcun sistema di controllo delle emissioni. Ma è soprattutto la gestione degli scarichi a destare preoccupazione. Le acque industriali venivano smaltite direttamente nel sottosuolo attraverso pozzi assorbenti, evitando i costosi processi di depurazione.
Una pratica illegale che avrebbe provocato un inquinamento significativo del terreno, con potenziali ripercussioni anche sull’ambiente marino. Il cantiere, infatti, si trova a ridosso della costa. In un tratto particolarmente delicato tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. Non solo.
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Gli investigatori hanno accertato che, dal 2021, l’azienda non avrebbe mai smaltito regolarmente i rifiuti prodotti. Nessuna documentazione è stata trovata per attestare operazioni conformi alla legge. Di fronte a questo scenario, il sequestro si è reso inevitabile per fermare le attività illecite e prevenire un ulteriore aggravamento del danno ambientale.L’operazione si inserisce nel più ampio piano di contrasto all’inquinamento del fiume Sarno, da anni simbolo delle criticità ambientali del territorio campano. Un segnale chiaro: la stretta sui reati ambientali è in corso.