Fonti del Viminale: “Sorrento non sarà sciolta per camorra”
COMMISSIONE D'ACCESSO
17 aprile 2026
COMMISSIONE D'ACCESSO

Fonti del Viminale: “Sorrento non sarà sciolta per camorra”

Per il Ministero dell'Interno si andrà al voto regolarmente il 24 e 25 maggio
Marco Cirillo

Sorrento. Non cala il sipario sulle vicende giudiziarie che hanno travolto il Comune di Sorrento. Secondo quanto filtrato da fonti del Viminale, gli accertamenti ispettivi condotti presso l’ente campano (insieme a quello pugliese di Modugno) hanno confermato l’esistenza di un sistema di “malagestio” profondamente radicato.

Tuttavia, il Ministero dell’Interno ha deciso di non procedere, per ora, allo scioglimento per infiltrazioni, affidando alle urne del 24 e 25 maggio la possibilità di un risanamento attraverso le nuove compagini elettive.

Una fiducia “con riserva”: l’amministrazione sarà sottoposta a un monitoraggio stringente e a puntuali prescrizioni.

La genesi: l’inchiesta e l’arresto di Massimo Coppola

Il terremoto politico-giudiziario affonda le radici in un’indagine che, mesi fa, ha portato all’arresto dell’allora sindaco Massimo Coppola. Un evento che ha scosso profondamente la comunità sorrentina, abituata a un’immagine di efficienza e ordine. L’ex primo cittadino è stato coinvolto in un’inchiesta della Procura di Torre Annunziata legata a presunte irregolarità nella gestione della cosa pubblica.

Le accuse, a vario titolo, hanno delineato uno scenario inquietante: Voto di scambio: Rapporti opachi volti a ottenere consenso elettorale. Corruzione e Appalti: La presunta manipolazione di procedure pubbliche per favorire soggetti vicini all’amministrazione. Clientelismo: Un sistema di gestione delle risorse comunali piegato a interessi privati anziché collettivi.

Questi eventi hanno portato alla caduta della giunta e alla successiva fase commissariale, preparando il terreno per le ispezioni del Viminale che oggi confermano la gravità della situazione ereditata.

Il verdetto del Viminale: “Risanamento possibile, ma sotto sorveglianza”

Nonostante le risultanze ispettive abbiano evidenziato criticità tali da far ipotizzare interventi drastici, il Ministero ha scelto la via della continuità democratica. La decisione di permettere lo svolgimento delle imminenti elezioni amministrative è motivata dalla speranza che un nuovo governo cittadino possa ripristinare la “piena funzionalità” dell’ente.

La nota delle fonti ministeriali: “Le amministrazioni comunali saranno assoggettate a uno stringente monitoraggio, all’esito del quale sarà valutata l’eventuale assunzione di ulteriori determinazioni.”

In termini poveri: lo Stato non chiude gli occhi. Se la nuova giunta che uscirà dalle urne di maggio non mostrerà una netta inversione di tendenza rispetto al passato e alle ombre della gestione Coppola, il Viminale è pronto a intervenire nuovamente con misure più severe.

Verso il voto

Mentre la città si prepara al ritorno alle urne, resta il clima di attesa. La sfida per i futuri candidati non sarà solo amministrativa, ma soprattutto morale: ricostruire il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni, pesantemente compromesso da una stagione segnata da inchieste e arresti eccellenti.