Rapina a Napoli, il tunnel realizzato dai banditi
Non una semplice rapina, ma un’opera di ingegneria criminale meticolosa e silenziosa. Proseguono a ritmo serrato le indagini sul colpo ai danni della filiale Crédit Agricole, dove ieri mattina una banda di rapinatori ha svaligiato le cassette di sicurezza prima di svanire nel nulla. Al centro degli accertamenti c’è ora il labirinto sotterraneo della città, percorso a ritroso dagli inquirenti per ricostruire la fuga e la preparazione del raid.
L’intervento dei tecnici ABC
Dalle ore 11 di stamane, gli investigatori sono affiancati dagli uomini dell’ABC, l’azienda municipale del servizio idrico. Gli operai specializzati sono stati calati nei tombini immediatamente adiacenti all’uscita della banca per mappare il percorso utilizzato dai malviventi. La loro presenza è fondamentale per orientarsi nella complessa rete fognaria e individuare il punto esatto in cui i banditi sono riemersi in superficie.
Il tunnel dei “professionisti”
I rilievi effettuati finora confermano il sospetto di un piano studiato per mesi. È stato individuato un tunnel scavato con estrema precisione, un lavoro “minuzioso” che ha richiesto tempi lunghi e una conoscenza approfondita del sottosuolo. Secondo gli esperti, a colpire sarebbero state “mani esperte”, capaci di perforare il terreno e muovere tonnellate di detriti senza allertare i sistemi di sorveglianza o i residenti della zona.
Il ritrovamento: kit da scavo e tecnologia
Le ispezioni nel sottosuolo hanno già dato i primi frutti. All’interno della condotta fognaria sono stati rinvenuti: secchi e contenitori usati per smaltire il materiale di risulta dello scavo senza dare nell’occhio; un piccolo gruppo elettrogeno, il macchinario è ora al vaglio della Polizia Scientifica per capire se sia stato utilizzato per alimentare martelli pneumatici o sistemi di illuminazione durante i lavori preparatori.
Caccia alla banda
Mentre i tecnici dell’ABC continuano a setacciare i cunicoli, le forze dell’ordine analizzano le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, sperando di individuare il momento in cui i rapinatori, una volta fuori dalle fogne, si sono dileguati. Il bottino, seppur non ancora quantificato con precisione, si preannuncia ingente, data la natura degli oggetti custoditi nelle cassette di sicurezza violate. La “Napoli sotterranea” si conferma, ancora una volta, l’alleata oscura di una criminalità che sa muoversi nell’ombra, letteralmente sotto i piedi della città.

