Juve Stabia, beffa finale. Gara di orgoglio per la squadra di Abate
Settimana turbolenta per la Juve Stabia. Le vicende societarie pesano, ma in campo la squadra risponde con grinta. Gli uomini di Abate giocano una partita di sacrificio contro il Catanzaro. Il sogno vittoria sfuma solo al 90′. I playoff restano comunque un obiettivo concreto.
Lampo di Mosti e spinta del Menti
L’avvio della Juve Stabia è fulmineo. Cacciamani accelera sulla sinistra e mette pressione ai calabresi. Al minuto 11 il Catanzaro risponde con un cross di Di Francesco, ma Confente anticipa Frosinini. Al 17’ il match si sblocca. Gabrielloni inventa un corridoio perfetto per Mosti. Il numero 10 controlla in area, finta sul sinistro e fulmina Pigliacelli. Il “Menti” esplode, proprio mentre la Curva Sud entra sugli spalti.
Confente salva, la Juve Stabia resiste
Il Catanzaro non ci sta e alza il baricentro. Dopo la mezz’ora la difesa stabiese trema. Alesi calcia a botta sicura, ma Confente compie un miracolo. Il portiere si ripete da terra sulla ribattuta.La squadra di Abate soffre ma riparte. Nel finale di tempo Diakitè scatta palla al piede e serve Carissoni. Il cross arriva a Correia, ma la sua conclusione viene deviata in angolo. Il raddoppio sfuma di un soffio.
Polemiche e occasioni mancate
Nella ripresa i ritmi restano alti. Abate cambia: dentro Leone e Okoro per Torrasi e Gabrielloni. Proprio Okoro cade in area dopo un contatto dubbio. L’arbitro consulta il VAR, poi Turrini nega il rigore tra le proteste.A dieci minuti dalla fine, la Juve Stabia rischia l’autogol su un cross di Alesi. Poi la grande occasione per chiuderla: Maistro serve Ricciardi in area, ma l’esterno viene murato al momento del tiro.
La beffa finale
La legge del calcio è spietata: gol sbagliato, gol subìto. Al minuto 89 De Francesco trova il pareggio. Un rimpallo fortunoso su Pittarello mette fuori causa Confente.C’è ancora tempo per l’ultimo brivido. In pieno recupero Maistro calcia a colpo sicuro per il nuovo vantaggio. Pigliacelli, però, compie un intervento prodigioso e strozza in gola l’urlo del gol. Finisce 1-1: un punto che sa di amaro, ma che conferma la tempra della squadra.

