Serie B. Agnello annuncia: «Ho comprato la Juve Stabia»
Una presunta svolta societaria che gela l’ambiente della Juve Stabia. Con un’operazione lampo, l’imprenditore Francesco Agnello, attraverso la Stabia Capital S.r.l., annuncia di avere acquisito il 100% delle quote della Juve Stabia, club che navigava in acque incerte. La notizia è piovuta su Castellammare come una vera e propria doccia gelata: nelle ultime ore, infatti, la tifoseria organizzata e il popolo del web erano insorti compatti sui social per manifestare la propria contrarietà all’ipotesi di un passaggio di mano proprio verso l’imprenditore oplontino.
L’imprenditore: “Senso di responsabilità verso la mia terra”
Francesco Agnello, originario di Torre Annunziata, ma residente a Roma. Il suo intervento viene presentato – attraverso un comunicato inviato alla redazione de Il Mattino – come un atto di salvaguardia per evitare il default del club. «Non potevo restare indifferente di fronte al rischio di far sparire un club della mia terra», ha dichiarato Agnello. «Vengo da una terra dove impresa e identità sono legate. La Juve Stabia è passione e comunità: vogliamo costruire un futuro solido e duraturo».
La beffa per gli amministratori giudiziari
Nella giornata di ieri, gli amministratori giudiziari avevano avuto un contatto con i referenti italiani di Solmate, che avevano garantito che non avrebbero preso decisioni sulla cessione del club senza prima consultarli. Oggi invece il presunto closing della trattativa. E nella nota ufficiale di Agnello sono arrivati anche i ringraziamenti agli amministratori giudiziari, i dottori Mario Ferrara e Salvatore Scarpa, e al fondo americano Solmate, rappresentato dal CEO Marco Santori, per il contributo strategico nella chiusura della trattativa.
Un clima teso: la rivolta dei social
Nonostante le promesse di un «percorso concreto e di lungo periodo», il clima in città resta pesantissimo. Non appena le indiscrezioni sul nome di Agnello si erano fatte insistenti, i gruppi Facebook e le pagine dedicate al tifo gialloblù erano state inondate di messaggi di protesta. Una «insurrezione digitale» che riflette il timore della piazza verso una figura che sembra non gradita da una larga fetta di supporter, preoccupati per le dinamiche passate e per l’identità del club.
Gelo anche al Comune
L’era Agnello inizia dunque in salita: se da un lato la Stabia Capital parla di sopravvivenza del titolo sportivo e la continuità gestionale, dall’altro dovrà affrontare la sfida più difficile: convincere un ambiente che, al momento, sembra avergli voltato le spalle prima ancora del fischio d’inizio. Nella giornata di ieri anche Comune e amministratori giudiziari, in modo congiunto, avevano chiesto di essere interpellati prima di eventuali closing.

