L’epopea dei Lucibelli nel cuore di Amalfi. Una storia affascinante in un romanzo familiare
L’autore Giuseppe Lucibelli e a sinistra il sindaco di Amafi
LIBRI
19 aprile 2026
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L’epopea dei Lucibelli nel cuore di Amalfi. Una storia affascinante in un romanzo familiare

Giuseppe Lucibelli presenta un romanzo nato dal cuore degli archivi e della memoria familiare; un viaggio lungo quattro secoli che trasforma la storia di una stirpe nell'anima nobile e laboriosa di un'antica Repubblica Marinara
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Le pagine de “Il leone, il sole e le stelle” non sono semplicemente il frutto di un’indagine storica meticolosa, ma rappresentano un vero e proprio atto d’amore che Giuseppe Lucibelli rivolge alla terra dei suoi avi e alle sue radici, un sentimento che ha trovato la sua celebrazione ideale nella presentazione del libro presso la sala consiliare del Comune di Amalfi.

In quel luogo simbolo della vita cittadina, alla presenza del sindaco Daniele Milano e dei massimi esperti della storia dell’antica Repubblica Marinara, il romanzo è stato consacrato non solo come opera letteraria, ma come un tassello fondamentale dell’identità amalfitana.

Il calore e l’attenzione dei presenti, riuniti per l’occasione, testimoniano quanto la vicenda dei Lucibelli sia in realtà un pezzo importante della storia di un intero popolo, un pezzo di vita collettiva che per quattro secoli ha scandito il ritmo della città.

Il romanzo, impreziosito dalla prefazione di Giuseppe Gargano, presidente emerito del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, e presentato da Salvatore Amato, direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, si svela come un arazzo fittamente intrecciato, dove la microstoria di una famiglia diventa la lente d’ingrandimento attraverso cui osservare i grandi mutamenti di un’Italia che, tra il Settecento e l’Ottocento, cercava faticosamente la propria identità.

Tutto ha inizio in un modo quasi magico, tra la polvere e i calcinacci di un vecchio mobile in noce nella cappella di famiglia, dove un antico atto di successione vergato su carta d’Amalfi accende la scintilla della curiosità.

Da quel momento, l’autore ci conduce per mano in un viaggio a ritroso nel tempo, trasformando documenti d’archivio apparentemente aridi in una narrazione pulsante di vita, di fatiche e di sogni.

Il cuore pulsante del racconto è la Valle delle Ferriere, un luogo dove la natura e l’ingegno umano si fondono nel fragore delle acque del fiume Canneto. È qui che prendono vita le attività produttive che hanno fatto la fortuna della famiglia: dalle antiche gualchiere per la lana alle maestose cartiere di sei piani, fino alle ferriere di Acerno e Amalfi gestite dai fratelli Francesco e Alessandro.

L’autore, dirigente veterinario dell’Asl e giornalista pubblicista, riesce a farci percepire l’odore dell’inchiostro di china e il rumore ritmico dei macchinari, restituendoci l’immagine di un’Amalfi dinamica e laboriosa, lontana dall’iconografia puramente turistica a cui siamo abituati oggi.

In questo scenario si muovono figure di straordinario spessore, come il vice console francese Lorenzo o il Vescovo Andrea, la cui nomina nelle diocesi di Sora, Aquino e Pontecorvo segna uno dei vertici del prestigio familiare.

Proprio lo stemma araldico adottato dal prelato — il leone rampante, il sole e le stelle — dà il titolo all’opera, simboleggiando una nobiltà d’animo e di intenti che attraversa i secoli. Ciò che rende questo libro profondamente commovente è la trasparenza emotiva di Giuseppe Lucibelli.

L’autore non nasconde che la spinta decisiva a completare quest’opera sia nata da una “frattura insanabile”: la perdita del padre nel 1994. Il rifugio negli archivi parrocchiali, accolto dal calore paterno di don Andrea Colavolpe, diventa un percorso di guarigione e di riscoperta.

Decifrare calligrafie arcaiche e risalire dal cognome moderno a quello originario di Nucibellus non è stato solo un esercizio accademico, ma un modo per riannodare i fili di un discorso interrotto con i propri antenati. La scrittura è appassionata, intrisa di una nostalgia che non è mai sterile, anzi è testimonianza per i posteri.

È un romanzo che parla di resilienza, di spirito imprenditoriale e di profonda cristianità, ricordandoci che ogni famiglia è un piccolo regno con i suoi eroi, i suoi segreti e le sue conquiste.

Al termine della lettura, resta la sensazione di aver partecipato a un rito di memoria collettiva, un omaggio necessario alla famiglia e a tutti coloro che, con sacrificio, hanno costruito il presente di una delle città più belle del mondo. Un’opera che onora la Storia con la “S” maiuscola proprio perché ne riconosce il battito nel cuore dei singoli uomini.