Vesuvio Oplonti Volley: Jessica Lanari, dai banchi di scuola alla fascia di capitano
LA STORIA
20 aprile 2026
LA STORIA

Vesuvio Oplonti Volley: Jessica Lanari, dai banchi di scuola alla fascia di capitano

Il libero della Vesuvio Oplonti che si ispira a Monica De Gennaro non teme il salto: «Amo il lavoro duro, la serie A è solo un nuovo inizio»
Anna Santaniello

A tre anni si addormentava sui tappetini della palestra, cullata dal rumore degli allenamenti della zia. Oggi, invece, è lei a guidare una squadra verso la Serie A. La storia di Jessica Lanari  capitano del Vesuvio Oplonti è fatta di sacrifici, chilometri e rinascite, ma soprattutto di una passione che non si è mai spenta.“Ho iniziato da piccolina, avevo tre anni”, racconta. È originaria di Viterbo, ma la sua vita è sempre stata in movimento: “Da quando ero piccola giro l’Italia, tra squadre ed nuove esperienze”. Poi il Sud, è diventato casa. Prima Salerno, dove vive da dodici anni, poi Torre Annunziata: “Con il Vesuvio Oplonti Volley è il quarto anno consecutivo e abbiamo già vinto due campionati insieme”.

La zia allenatrice

Un percorso costruito giorno dopo giorno, dentro e fuori dal campo. La pallavolo, per lei, non è mai stata una scelta casuale. “Mia zia era la mia allenatrice, mi portava sempre in palestra. Mi addormentavo lì, sui tappetini”. Da quell’infanzia semplice nasce un cammino fatto di crescita continua: le giovanili a Viterbo, le prime finali nazionali, la Serie C e poi la scalata fino alla B e alla B1. Ogni tappa ha lasciato un segno, dentro e fuori dal campo.Il suo punto di riferimento è sempre stato chiaro: “Monica De Gennaro, il libero per eccellenza”.

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Gli studi

Un modello con cui condivide ruolo e mentalità, una guida costante negli anni. Laureata in Scienze Motorie, Lanari affianca all’attività sportiva anche un impegno concreto nel sociale. Lavora nelle scuole del territorio, portando avanti progetti tra Scafati, Torre Annunziata e Boscoreale, anche nell’istituto IC Leopardi – plesso Isonzo, dove si trova la palestra che ospita la squadra. “A volte alleno anche qualche gruppo quando mi chiamano, ma resto prima di tutto una giocatrice”, spiega. Lungo il cammino di Jessica non sono mancati i momenti difficili. “Ho vissuto una grande delusione: avevo un contratto triennale con una squadra, poi hanno cambiato allenatore e sono stata messa fuori, senza squadra e senza un contratto”. Un colpo che l’ha segnata profondamente, fino a farle perdere gli stimoli. Poi la svolta. “Quando è arrivata la chiamata del Vesuvio Oplonti ho detto subito sì. È stata una rinascita”. Torre Annunziata è diventata molto più di una squadra: “Qui mi sento a casa, le persone sono solari e ci seguono tantissimo”.

La festa promozione

La stagione ha avuto il suo punto di svolta in una partita simbolo contro la capolista , “tutti dicevano che erano imbattibili. Invece siamo andate lì e abbiamo vinto”. Da quel momento, qualcosa è cambiato: la consapevolezza, l’unione, la fiducia. E poi l’istante che ogni atleta sogna. “All’ultimo punto non si è capito più niente, è esploso tutto”. La promozione, la gioia, l’abbraccio collettivo. Un momento condiviso anche con Domiziana Mazzoni, che lei la definisce come una sorella.Capitano della squadra, Jessica sente forte il legame con la città: “È un orgoglio rappresentarla, senti la responsabilità delle persone che ti seguono e vivono ogni partita con te”. Il gruppo, sottolinea, è stato decisivo nei momenti più difficili della stagione.La matematica promozione è arrivata tra tensione e incredulità: “Abbiamo capito tutto dopo l’ultimo punto, non si capiva più nulla”. Poi la consapevolezza di aver scritto qualcosa di importante.Ora la Serie A è realtà, per la prima volta. “Mi sento pronta, amo lavorare duro e non mi spaventa il livello”. Lo sguardo è già avanti: crescere ancora, migliorarsi, continuare a sognare.Tra Viterbo e Torre Annunziata, tra passato e presente, Jessica Lanari ha trovato il suo posto nel mondo. E questa, per lei, è solo un’altra partenza.