Torre Annunziata. Forza il posto di blocco, preso uomo dei Gionta
L'ARRESTO
20 aprile 2026
L'ARRESTO

Torre Annunziata. Forza il posto di blocco, preso uomo dei Gionta

L'uomo girava con una pistola pronta a sparare nascosta in auto
Antonio Di Martino

Ha ignorato l’alt intimato dagli agenti e ha tentato la fuga, ma dopo tre chilometri di inseguimento è stato bloccato dalla Polizia di Stato: con sé aveva una pistola pronta a sparare. Pomeriggio ad alta tensione a Torre Annunziata, dove un uomo, ritenuto elemento di vertice del clan Gionta, ha provato a sottrarsi a un posto di blocco del commissariato oplontino, dando il via a un inseguimento serrato concluso dopo circa tre chilometri.

 

L’allarme

Gli agenti della polizia di Stato, impegnati in un servizio di controllo del territorio coordinato dal primo dirigente Francesco Cerciello, hanno intercettato il soggetto durante le verifiche disposte in una zona ritenuta particolarmente sensibile sotto il profilo dell’ordine pubblico e del contrasto alla criminalità organizzata. Alla vista della pattuglia, l’uomo non si sarebbe fermato all’alt e ha scelto di proseguire la marcia nel tentativo di forzare il dispositivo predisposto dagli investigatori.

 

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L’inseguimento

Da quel momento sono scattati l’inseguimento e le manovre necessarie a contenere la fuga, in un contesto reso ancora più delicato dalla possibilità che il sospettato potesse rappresentare un pericolo immediato. La corsa è andata avanti per alcuni chilometri, con gli agenti che hanno mantenuto il controllo operativo fino al momento decisivo, riuscendo a fermare il veicolo e a immobilizzare il fuggitivo senza lasciare margini a ulteriori tentativi di reazione.

 

La perquisizione

Durante il successivo controllo è emerso il dato più inquietante dell’intera operazione: l’uomo, indicato come figura di spessore dei Gionta, era armato con una pistola pronta a far fuoco. Un particolare che conferma il livello di allerta con cui si è svolto l’intervento e che restituisce la portata del rischio affrontato dagli uomini del commissariato di Torre Annunziata. La presenza dell’arma, in condizioni tali da poter essere utilizzata immediatamente, trasforma infatti l’episodio in un passaggio cruciale sul piano della sicurezza, evidenziando come il mancato arresto del sospettato avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.

 

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I controlli sul territorio

L’azione della polizia di Stato si inserisce nel quadro delle attività di presidio e pressione investigativa portate avanti sul territorio oplontino, da tempo al centro di una costante attenzione per la presenza di gruppi criminali radicati e per le dinamiche legate ai clan storici dell’area. Il fermo dell’uomo arrivato al termine dell’inseguimento rappresenta così un risultato operativo di rilievo, maturato attraverso lucidità, rapidità di intervento e controllo della scena in una situazione ad altissima tensione.

 

La lotta ai clan

In pochi minuti, un ordinario posto di blocco si è trasformato in un’operazione delicatissima, conclusa con il disarmo e il blocco di un soggetto considerato di peso negli equilibri criminali del territorio. Un epilogo che rafforza il segnale lanciato dalle forze dell’ordine: il controllo del territorio resta una leva decisiva nella risposta dello Stato contro i clan.