«Savoia, magia pura. Il sogno continua, mancano due finali»
SERIE D
21 Aprile 2026
SERIE D

«Savoia, magia pura. Il sogno continua, mancano due finali»

Matachione: «Partita più bella degli ultimi tempi» Munoz: «La carica dei tifosi è incredibile»
Anna Santaniello

Il Savoia continua a correre, a lottare e, soprattutto, a far sognare tutta Torre Annunziata. Resta lì, agganciato alla vetta insieme alla Nissa, con l’odore della promozione che si fa sempre più intenso. Allo stadio “Giraud” domenica è andata in scena una sceneggiatura che nessun autore avrebbe saputo scrivere. È stata “magia pura”, come l’ha definita il presidente Nazario Matachione, un uomo che ha saputo leggere negli occhi dei suoi tifosi qualcosa che trascende i tre punti.

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Munoz incantato dai tifosi

“Ho visto il Savoia più bello degli ultimi tempi”, ha dichiarato Matachione con l’orgoglio di chi vede la propria creatura farsi grande. Una squadra feroce, compatta e determinata, capace di imporsi contro una delle avversarie più solide del girone. Eppure, il numero uno biancoscudato mantiene i piedi ben saldi: “Il sogno è vivo, ma non è ancora realtà. Mancano due finali, 180 minuti in cui serviranno attenzione, concentrazione e soprattutto cuore. Perché certe storie, più che raccontate, vanno conquistate fino in fondo”.Ad aprire la festa è stato Daniel Munoz, che con il suo gol ha dato il via a una prestazione corale. “La carica che ti danno questi tifosi non si può spiegare a parole”, ha ammesso a fine gara il fantasista, ma ha anche invitato alla prudenza: meglio pensare “domenica dopo domenica”, senza fare calcoli e senza pressioni. Eppure è impossibile non lasciarsi trascinare dalla Curva Sud, un vero “muro bianco” capace di trasformare anche la stanchezza in energia pura e spingere la squadra oltre ogni limite.

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Forte, il gol con dedica

Tra i protagonisti anche Francesco Forte, autore di una rete dal forte valore emotivo. Il suo pensiero è andato subito a Salvatore, il giovane tifoso scomparso: “Un gol dedicato a lui, alla sua famiglia e al piccolo Luigi, nato da pochi giorni”. Forte non nasconde l’ambizione: “Arrivati a questo punto, bisogna provarci fino alla fine, mettendo in campo anima, sudore e sacrificio. Serviranno altre due partite perfette, forse ancora di più, per completare l’opera”. A chiudere il match ci ha pensato Ciro Favetta dal dischetto.Ora il calendario segna l’appuntamento con la storia. Due partite. Centottanta minuti di apnea. Il Savoia non corre più da solo, corre con la forza di una città intera, con il ricordo di chi guarda dall’alto e con la consapevolezza che, quando il calcio incontra l’anima, nulla è davvero impossibile. Torre Annunziata aspetta, trattiene il respiro e continua a spingere i suoi eroi verso quel traguardo che, partita dopo partita, sembra sempre meno un miraggio e sempre più un destino da abbracciare. “Restiamo uniti”, recita il mantra del club. Perché il bello, forse, deve ancora venire. Le prossime due sfide non saranno semplici partite di calcio, ma vere e proprie prove di resistenza psicologica, dove il peso della maglia potrebbe farsi sentire. Tuttavia, con un Matachione così fiducioso e uno spogliatoio cementato da promesse che vanno oltre il rettangolo verde, il Savoia sembra avere quella protezione superiore che serve nei momenti decisivi. Il destino è nelle loro mani, o meglio, nei loro piedi: mancano solo due passi per trasformare quel “muro bianco” in una marea inarrestabile che punta dritta verso la gloria. Il conto alla rovescia è iniziato e Torre Annunziata, stavolta, non ha nessuna intenzione di svegliarsi dal sogno.