La manager del Monaldi: «La morte di Domenico ha sconvolto anche noi»
Un ulivo secolare piantato nelle aiuole dell’Ospedale Monaldi per ricordare il piccolo Domenico Caliendo, scomparso dopo un trapianto effettuato con…
Un grido di dolore che si trasforma in battaglia legale. Le famiglie dei piccoli pazienti cardiopatici dell’ospedale Monaldi di Napoli non ci stanno e denunciano quello che definiscono uno «smantellamento silenzioso» di un’eccellenza storica della sanità campana e di tutto il Sud Italia.
Il documento
Attraverso una nota firmata da ben 825 genitori e curata dagli avvocati Sergio Pisani e Pellegrino Comitale, le famiglie hanno espresso forte preoccupazione al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, lamentando un silenzio istituzionale ritenuto ormai “inaccettabile”.
La manager del Monaldi: «La morte di Domenico ha sconvolto anche noi»
Un ulivo secolare piantato nelle aiuole dell’Ospedale Monaldi per ricordare il piccolo Domenico Caliendo, scomparso dopo un trapianto effettuato con…
L’esodo forzato verso la Capitale
Il cuore della protesta riguarda l’obbligo, sempre più frequente, di doversi recare a Roma anche per il trattamento di patologie cosiddette “ordinarie”. Secondo quanto riportato dai legali, si starebbe assistendo a un trasferimento sistematico di pazienti verso strutture fuori regione, gravando le famiglie di difficoltà logistiche ed economiche devastanti.
Il richiamo a Fico
«Le rassicurazioni pubbliche del Presidente si scontrano con una realtà fatta di trasferimenti forzati e reparti depotenziati», dichiarano Pisani e Comitale. Tra i casi citati come emblematici, spicca il trasferimento a Roma di un bambino affetto da un semplice difetto interatriale, una condizione che il Monaldi ha sempre trattato con successo in sede.
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Un silenzio che ferisce
Nonostante una richiesta formale di incontro inviata via PEC oltre dieci giorni fa, le istituzioni non hanno ancora fornito alcun riscontro. Un vuoto comunicativo che le mamme dei piccoli pazienti definiscono come una «sconfitta che non si può accettare». Per chi vive quotidianamente l’angoscia della malattia del proprio figlio, la burocrazia sembra essere diventata un ostacolo ulteriore al diritto alla salute.
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La minaccia di azioni legali
La tensione è altissima. Gli avvocati hanno già annunciato che, in mancanza di una convocazione immediata per un tavolo di confronto con il Presidente Fico, la battaglia si sposterà nelle aule di tribunale. «Non permetteremo che la mancanza di provvedimenti urgenti pesi sulla pelle dei bambini», concludono i legali, pronti a intraprendere ogni azione necessaria per tutelare i propri assistiti e restituire alla Campania il suo presidio di eccellenza.