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La delibera per l’individuazione della centrale unica finisce al centro di una contestazione tra segretario e commissario. È in questa cornice che si inserisce la vicenda della convenzione per la stazione appaltante del Comune di Sorrento, fotografata da due atti paralleli. La visione critica del segretario generale e la deliberazione poi adottata dal commissario con i poteri della giunta, per garantire «la piena funzionalità e operatività dell’ente in materia di appalti pubblici», considerata «l’urgenza di avviare procedure di gara afferenti a progetti di notevole importanza strategica e rilevanza economica».
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La contestazione. La nota del segretario generale contesta il metodo per cui, a suo avviso, un «atto deliberativo di importanza strategica giunge senza nessuna preventiva informativa». Mentre la proposta viene «sollecitata per l’approvazione immediata […] senza dare […] la possibilità di un’approfondita valutazione». Da qui la posizione netta. «L’impossibilità di procedere alla relativa approvazione». Tra i nodi principali, la sovrapposizione con la convenzione già in essere: «non risulta alcuna comunicazione formale di rinuncia o recesso» con l’Università del Sannio, a fronte di «informali e generiche “interlocuzioni”, prive di valore giuridico», che «espongono l’ente a gravi rischi di contenzioso e danno erariale».
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Il percorso meccanizzato. Un passaggio riguarda anche il fronte delle opere strategiche. «Quanto oggi ancora in corso di accertamento in relazione alla rinuncia di Acamir rispetto a procedimento strategico etero-finanziato, quale il percorso meccanizzato Porto turistico-P.zza A. Lauro». Su cui «la Regione Campania […] ha contestato ritardi nella progettazione affidata alla predetta agenzia assegnando termine di giorni dieci per l’espletamento delle attività carenti, pena la perdita dei fondi».
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L’organo deliberante. Le criticità investono poi la competenza dell’organo deliberante (la giunta piuttosto che il consiglio) e la qualità dell’istruttoria. «La proposta non contiene motivazioni sufficienti». Né «una pur minima indagine comparativa». Mentre risultano omessi passaggi come il coinvolgimento di altri enti disponibili. La delibera prende atto della situazione e la inquadra in termini di necessità sopravvenuta. L’Università del Sannio avrebbe «rappresentato l’impossibilità di dare seguito alle attività […] a causa di gravosi impegni istituzionali». Rendendo «improcrastinabile l’individuazione di un nuovo soggetto aggregatore».
La Centrale Unica. Da qui la scelta della Centrale Unica di Committenza del Lago di Occhito, ritenuta «soggetto idoneo […] e dotato di comprovata professionalità», con disponibilità a operare «secondo tempistiche brevi». Nel passaggio finale si registra il punto di equilibrio tra le due posizioni. «Il segretario generale evidenzia la sua nota […] dove ha formalizzato le criticità». Ma il sub commissario «dichiara di aver […] consultato […] il commissario straordinario». E quindi delibera «in conformità alla proposta». Dichiarando l’atto «immediatamente eseguibile». Ne emerge un quadro complesso. Da una parte la prospettiva di accelerare su gare e investimenti. Dall’altra la richiesta di una istruttoria più solida e condivisa.
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