Gragnano, agenzia di viaggio «fantasma»: l’accusa porta in aula 480 testimoni
Più di 400 clienti raggirati, oltre 400mila euro di caparre per viaggi prenotati spariti, due gestori di un’agenzia che, dopo il crack economico della propria attività, si sarebbero dati alla fuga facendo perdere le loro tracce. Sono i contorni del castello accusatorio messo in piedi dalla Procura di Torre Annunziata (pm Marianna Ricci) a carico dei gestori della “7D Follow Me”, l’agenzia di viaggi «fantasma» situata nella zona di Madonna delle Grazie tra Gragnano e Santa Maria la Carità.
Ieri mattina, di fronte al giudice monocratico Adele Marano del tribunale di Torre Annunziata, è di fatto partito il processo a carico di uno dei gestori dell’agenzia. L’uomo ha scelto di essere processato con il rito ordinario e saranno 480 i testimoni che verranno ascoltati in aula, portati dall’accusa per dimostrare la propria tesi.
Secondo l’accusa, gli oltre 400 clienti sarebbero stati raggirati affinché versassero anticipi su viaggi che, in realtà, non avrebbero mai effettuato. Una ricostruzione accusatoria che la difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Francesco Romano, proverà a smontare partendo anche dalla sentenza incassata dall’altra imputata nel procedimento.
La donna, amministratrice dell’agenzia, all’epoca dei fatti compagna dell’altro imputato, ha già patteggiato una condanna a due anni di carcere con una sentenza divenuta definitiva. Il reato contestato, però, non è quello di truffa bensì di insolvenza fraudolenta. Secondo la difesa, infatti, nella condotta dei gestori dell’agenzia sarebbe assente il raggiro dei clienti e l’intera vicenda sarebbe piuttosto riconducibile a una mala gestio dell’attività, che dopo i fatti ha chiuso definitivamente.
I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2022. Come ogni stagione, l’agenzia raccoglieva decine di prenotazioni per viaggi in villaggi turistici, località caraibiche e città d’arte. A un certo punto, però, i gestori dell’attività hanno chiuso i battenti, lasciando all’asciutto i clienti che non hanno più ricevuto notizie sulle loro prenotazioni. Si tratta di oltre 400 pratiche che coinvolgono una clientela vasta, estesa dall’area stabiese a quella vesuviana fino al basso salernitano.
Dopo le denunce alle forze dell’ordine, sono scattate le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, che ha contestato ai due gestori il reato di truffa. Nelle fasi preliminari del processo, alcune delle persone offese hanno raggiunto un accordo con i due imputati per il risarcimento del danno, mentre altri clienti attenderanno l’esito dell’iter giudiziario, che si prospetta piuttosto lungo.
Durante l’udienza preliminare, tenutasi il mese scorso, il gup Maria Sabatino ha dato il via libera al patteggiamento per l’amministratrice, mentre per l’altro gestore è stato disposto il rinvio a giudizio. Alla prossima udienza, fissata per la metà di giugno, saranno ascoltati i primi dieci testimoni dell’accusa, che forniranno in tribunale la loro versione dei fatti.

