Coltello, droga e cellulari sequestrati nel carcere di Poggioreale
ALLARME SICUREZZA
23 aprile 2026
ALLARME SICUREZZA

Coltello, droga e cellulari sequestrati nel carcere di Poggioreale

L'operazione si è concentrata nel Reparto "Milano", dove il fiuto delle unità cinofile, in particolare dei cani antidroga A-Iron e Tyson, ha permesso di scovare circa cento grammi di hashish nascosti all'interno della struttura.
Michele De Feo

Il carcere di Napoli Poggioreale torna al centro delle cronache per un’importante operazione di sicurezza che evidenzia la costante tensione tra il controllo del territorio penitenziario e le strategie per aggirarlo. Negli ultimi giorni, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno messo a segno un colpo significativo, sequestrando un coltello a serramanico, sette telefoni cellulari e una partita di sostanza stupefacente.

L’operazione in carcere.

L’operazione si è concentrata nel Reparto “Milano”, dove il fiuto delle unità cinofile, in particolare dei cani antidroga A-Iron e Tyson, ha permesso di scovare circa cento grammi di hashish nascosti all’interno della struttura. Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, rispettivamente presidente e segretario regionale dell’Uspp, hanno espresso il loro plauso per l’intervento, definendo il personale di Poggioreale un’eccellenza capace di operare con efficacia nonostante un contesto operativo estremamente difficile.

La richiesta dei sindacati.

Le sigle sindacali hanno colto l’occasione per ribadire la necessità di un supporto tecnologico adeguato, invocando l’installazione dei cosiddetti jammer(inibitori di segnale) per neutralizzare l’uso dei cellulari. La sfida è resa ancora più ardua da un vuoto organico critico: a Poggioreale mancano infatti circa centocinquanta unità di polizia, un deficit che costringe il personale a turni massacranti per mantenere l’ordine e la sicurezza interna.

Il panorama campano nel 2026: i numeri del sovrappopolamento

La situazione di Poggioreale non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro regionale campano che, nel corso del 2026, ha raggiunto livelli di criticità preoccupanti. Analizzando i dati più recenti, emerge che il sistema carcerario della regione è tra i più congestionati d’Italia.Attualmente, a fronte di una capienza regolamentare che dovrebbe ospitare circa seimilacentocinquanta persone, nelle carceri campane si registra la presenza di oltre settemilanovecento detenuti. Questo squilibrio porta il tasso di affollamento medio regionale a toccare la soglia del centoventotto per cento, ben oltre i limiti di guardia stabiliti dalle normative internazionali sulla dignità della detenzione.

La situazione nelle carceri.

Entrando nel dettaglio dei singoli istituti, la pressione è distribuita in modo disomogeneo ma ovunque elevata. Il carcere di Napoli Poggioreale rimane la struttura più capiente e allo stesso tempo più affollata, ospitando oltre duemilaquindici persone nonostante una capacità teorica di soli milleseicento posti, con un tasso di occupazione che sfiora il centotrentaquattro per cento. Situazione analoga si riscontra a Secondigliano, dove a fronte di millecento posti regolamentari sono presenti circa milletrecentocinquanta detenuti, attestando l’affollamento al centoventidue per cento.Il picco di criticità si registra però nell’istituto di Salerno (Fuorni): qui, in una struttura dimensionata per ospitare trecentocinquanta persone, si trovano stipati ben cinquecentoquaranta detenuti, raggiungendo un tasso di sovraffollamento record del centocinquantaquattro per cento. Questi numeri spiegano perché, in un contesto di tale densità abitativa, la gestione della sicurezza e il contrasto all’introduzione di oggetti proibiti siano diventati una sfida quotidiana che richiede sforzi umani e professionali ben oltre l’ordinario.