Le mani della prefettura sulle imprese in odore di camorra tra Volla e Casalnuovo
LEGALITA'
23 Aprile 2026
LEGALITA'

Le mani della prefettura sulle imprese in odore di camorra tra Volla e Casalnuovo

Prefettura, forze dell’ordine e DIA rafforzano il controllo sull’economia legale: colpite aziende tra Volla, Casalnuovo e Napoli, mentre cresce il ricorso alla prevenzione collaborativa per salvaguardare le imprese recuperabili.
Michele De Feo

Non si ferma l’offensiva dello Stato contro i tentativi della criminalità organizzata di inquinare il tessuto economico sano della provincia di Napoli. In una strategia di ampio respiro che vede collaborare fianco a fianco la Prefettura, le Forze dell’ordine e la Divisione Investigativa Antimafia (DIA), prosegue senza sosta l’attività di monitoraggio volta a blindare l’economia legale e a estirpare le radici dei clan dalle attività produttive.

Recentemente, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha firmato quattro nuovi provvedimenti interdittivi nei confronti di altre ditte attive in settori cruciali e trasversali: dalle pulizie all’edilizia, passando per il commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli fino ai servizi di portierato. Le aziende coinvolte hanno sede nei comuni di Volla, Casalnuovo e nel capoluogo campano. Secondo le indagini, sarebbero emersi collegamenti diretti o indiretti con clan locali dotati di una pericolosa capacità di infiltrazione e pronti a sfruttare le proprie reti per alterare le regole del libero mercato.

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L’azione della Prefettura non si esaurisce però nella sola firma dei decreti. Come sottolineato in una nota ufficiale di Palazzo di Governo, l’attenzione resta altissima. Anche nella fase successiva. Le Forze dell’ordine sono infatti impegnate in verifiche costanti sui territori. Per assicurarsi che i provvedimenti siano effettivamente rispettati e che le ditte colpite non trovino espedienti per continuare a operare.

Parallelamente, un ruolo chiave è affidato alle Amministrazioni comunali, chiamate a revocare licenze, concessioni e autorizzazioni precedentemente rilasciate. Impedendo così qualsiasi forma di rapporto contrattuale con la Pubblica Amministrazione.

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In questo quadro di contrasto si inserisce anche uno strumento più sfumato ma altrettanto strategico: la “prevenzione collaborativa“. È il caso di una ditta di Somma Vesuviana, operante nel delicato comparto della gestione dei rifiuti, nei cui confronti il Prefetto ha disposto questa misura prevista dal Codice Antimafia. Si tratta di un’alternativa all’interdittiva totale, applicata quando i segnali di condizionamento criminale appaiono occasionali o di minore entità. L’obiettivo è monitorare l’impresa “dall’interno” per bonificarla, evitando il collasso di realtà produttive che possono ancora essere recuperate alla legalità.

Questa complessa architettura di controllo sta dando frutti significativi. Fungendo da argine contro la camorra e garantendo, al contempo, la libera concorrenza e il buon andamento degli uffici pubblici.