Percorso meccanizzato a Sorrento, ultimatum della Regione: fondi a rischio
OPERE PUBBLICHE
23 aprile 2026
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Percorso meccanizzato a Sorrento, ultimatum della Regione: fondi a rischio

Palazzo Santa Lucia contesta i ritardi e definisce le tempistiche per completare le attività: corsa contro il tempo per l'intervento da 20 milioni.
Michele De Feo

Tra il cuore di Sorrento e la sua banchina più vitale non c’è solo una distanza fisica, ma un divario che oggi si misura anche in giorni. Quelli concessi per evitare di perdere finanziamenti decisivi. Il progetto del percorso meccanizzato verso Marina Piccola, pensato per unire piazza Tasso al porto in modo rapido e accessibile, torna al centro della scena. Non solo come infrastruttura strategica, ma come partita amministrativa ad alta tensione.

Finanziamento a rischio. A pesare è soprattutto il passaggio emerso nelle ultime ore e rilanciato anche in una nota della segretaria generale. La Regione Campania avrebbe contestato ritardi nella progettazione. Fissando un termine di appena dieci giorni per completare le attività mancanti. In caso contrario, sul tavolo c’è il rischio concreto della revoca dei fondi. Un’ipotesi che trasformerebbe un progetto da quasi 20 milioni di euro in un’occasione mancata.

L’ultimatum. Nello specifico la segretaria evidenzia «quanto oggi ancora in corso di accertamento in relazione alla rinuncia di Acamir rispetto a procedimento strategico etero-finanziato, quale il percorso meccanizzato Porto turistico-P.zza A. Lauro». Su cui la Regione Campania con nota del 14 aprile scorso «ha contestato ritardi nella progettazione affidata alla predetta agenzia assegnando termine di giorni dieci per l’espletamento delle attività carenti, pena la perdita dei fondi».

L’asse porto-centro. Il collegamento meccanizzato nasce per risolvere uno dei nodi storici della mobilità sorrentina: collegare in modo diretto e senza barriere il centro cittadino con il porto, superando dislivelli, traffico e criticità logistiche. Un’infrastruttura pensata non solo per i flussi turistici, ma anche per la quotidianità di residenti e lavoratori, con l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza e alleggerire la pressione sulle strade urbane. L’iter amministrativo, nel tempo, aveva segnato passaggi importanti.

L’intervento. Il Comune aveva approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica del secondo lotto. Inserendolo nel programma dei fondi europei PR Campania Fesr 2021-2027, con una scadenza di ammissibilità fissata al 31 dicembre 2029. La procedura di gara era stata affidata proprio ad Acamir, in virtù di una convenzione operativa. Oggi, però, quello schema mostra segni di criticità. Le verifiche in corso sulla rinuncia dell’agenzia regionale – ancora oggetto di accertamento – e le contestazioni sui ritardi progettuali aprono uno scenario di incertezza. Che si riflette direttamente sul destino dell’opera.

Le conseguenze per la mobilità. Il rischio non è solo tecnico, ma anche finanziario: perdere il treno dei fondi significherebbe rallentare, se non bloccare, uno degli interventi più attesi per la mobilità cittadina. Nel frattempo, il Comune corre ai ripari. Accelerando le procedure per garantire continuità nelle gare pubbliche e negli investimenti strategici. E oggi quella scommessa si gioca tutta sul filo delle scadenze. Perché tra piazza e mare, a Sorrento, non c’è più solo un dislivello da colmare. C’è un conto alla rovescia.